PERDO&STRAVINCO
la candidatura di Marco Pannella a Commissario CEE:
com'è nata, quanto è cresciuta, perché non è stata accolta

a cura di
Gaetano Dentamaro

© 1988 Pianeta Edizioni ©1998 The New Radikalna Strange

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Bruxelles, giugno 1987, vertice dei capi di Stato e di governo della Cee. Davanti al Berlaymont, sede della Commissione europea, la Polizia carica brutalmente i manifestanti federalisti e radicali. Nella foto, Marco Pannella portato via di peso.
Bruxelles, giugno 1987, vertice dei capi di Stato e di governo della Cee. Davanti al Berlaymont, sede della Commissione europea, la Polizia carica brutalmente i manifestanti federalisti e radicali. Nella foto, Marco Pannella portato via di peso.
In Commissione Esteri, è già stata presentata una Risoluzione unitaria, firmata fino a quel momento da liberali, socialdemocratici, comunisti, sinistra indipendente, verdi, Democrazia Proletaria, e, naturalmente, federalisti europei. "La III Commissione Affari Esteri, - recita il documento - , premesso che il Parlamento ha espresso in questi anni una crescente convergenza sulle principali scelte di politica comunitaria e ancor più sui valori e gli orientamenti in materia europea, ritiene che, per la nomina dei rappresentanti italiani presso la Commissione Esecutiva CEE, tradizioni e valori democratici, opportunità politiche e istituzionali e interessi primari della Repubblica esigono che il Governo non si ispiri a ristrette concezioni lottizzatorie o a meccanici criteri di maggioranza; osserva che la responsabilità di tale scelta non può che essere esclusivamente del Governo in quanto tale, e quindi anche frutto della maggioranza che lo esprime, e che tuttavia va considerato quanto avviene negli altri paesi comunitari, ed in particolare che in Gran Bretagna Francia e Spagna i Governi hanno designato un esponente di maggioranza e uno di opposizione, mentre solo in Germania, e solo questa volta, il Governo ha designato esponenti di due partiti di maggioranza; ribadita la necessità che i candidati italiani rispondano a caratteristiche di autorevole esperienza e impegno europeista in campo politico ed istituzionale; impegna il Governo ad effettuare la designazione dei due rappresentanti italiani presso la Commissione esecutiva della CEE sulla base dei criteri qui indicati".

Infine, è il Ministro per i rapporti con il Parlamento a presentarsi in Commissione Esteri. Un dibattito incastrato nell'ora di pranzo, con la Camera impegnatissima nelle votazioni sul bilancio. Solo i socialisti non rinunciano al desinare.

293 -- Bollettino commissioni -- 16 -- Giovedì 24 novembre 1988



 
III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)
 

Giovedì 24 novembre 1988, ore 13,40. -
Presidenza del Presidente Flaminio PICCOLI. - Interviene il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Sergio MATTARELLA.

SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI

Il Presidente comunica alla Commissione che è stata presentata un'altra interrogazione, Sarti n. 5-01082, avente lo stesso oggetto di quelle già inscritte all'ordine del giorno; il Governo risponderà quindi anche ad essa.
 
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Sergio MATTARELLA, rispondendo alle interrogazioni CAPANNA e RUSSO Franco n. 5-01064, RUTELLI ed altri n. 6-01065, CARIA n. 5-01068, NAPOLITANO ed altri 5-01069, SERVELLO ed altri n. 5-01074, GUNNELLA n. 5-01075 e SARTI n. 5-01082 sui criteri di designazione dei due commissari italiani nella Commissione esecutiva della CEE, osserva preliminarmente che il Governo apprezza l'interesse del Parlamento circa le nomine dei due comissari italiani nella Commissione esecutiva della CEE, considerandola una manifestazione europeistica.
Due interrogazioni sollevano il problema dell'opportunità di consultazioni da parte del Governo con le forze politiche prima delle decisioni. Tali consultazioni si sono svolte con le forze di maggioranza e con i partiti che hanno assunto iniziative in materia; ritiene quindi che ciò abbia soddisfatto l'esigenza prospettata.
Dopo aver ricordato le norme dei Trattati CEE circa le nomine dei Commissari, ribadisce che si tratta di una competenza egovernativa la quale non può essere trasferita al Parlamento. Il Governo nei casi precedenti ha proceduto attraverso l'iniziativa del Presidente del Consiglio che ha avuto contatti politici e poi ha comunicato i nomi in Consiglio dei Ministri.
Nella presente occasione, non vi è alcun ritardo nelle designazioni, come lamentato da alcuni interroganti; l'insediamento della Commissione avverrà il 5 gennaio 1989 ed è questo il termine ultimo entro il quale procedere alle designazioni. Altri Stati hanno proceduto alle designazioni a cominciare da luglio ma alcuni lo hanno fatto solo nel mese di novembre.
Circa i criteri, si tratta di nomine per le quali vi è una discrezionalità governativa, ovviamente rapportata alle competenze dei designati, alla comprovata esperienza, alla conoscenza dei meccanismi comunitari e sono questi i criteri ai quali il Governo intende attenersi.
Rileva inoltre che il Governo non ritiene possa essere individuata una regola precisa né una prassi costante dei Paesi membri nella designazione dei componenti della Commissione della Comunità Europea; le decisioni assunte dai singoli Governi rispondono, infatti, a criteri dettati dalle circostanze peculiari e dal clima politico di ciascun paese. In particolare, sottolinea che nella attuale Commissione soltanto la Spagna e la Gran Bretagna hanno designato una personalità estranea alla maggioranza; dopo un intervento del deputato CERVETTI, precisa quindi che anche la Germania aveva adottato lo stesso criterio. Rileva quindi che il Governo francese sembra aver maturato la decisione di ammettere la nomina di un commissario appartenente all'opposizione. A questo proposito sottolinea che mentre nei Paesi con governo di coalizione, fra i quali il nostro, sembra prevalere la tendenza ad affidare a membri della maggioranza l'incarico di commissario, nei Paesi a governo monopartitico si adotta il criterio opposto. Relativamente al problema dei rapporti fra Governi nazionali e membri della Commissione della Comunità Europea, ricorda che nel Trattato istitutivo della Comunità Europea è esplicitamente affermato che i commissari svolgono le loro funzioni in assoluta autonomia e non sono responsabili di fronte ai rispettivi Governi. Ricorda, altresì, che ciascun Paese membro fornisce alle istituzioni comunitarie l'apporto di un consistente numero di funzionari. Quanto alla questione della distribuzione degli incarichi all'interno della Commssione, precisa che spetta alla Commissione stessa, una volta insediata, stabilire l'assegnazione dei vari uffici. Esprime, quindi , l'impegno del Governo a procedere a nominare personalità che possano validamente contribuire alla realizzazione dell'obiettivo della integrazione europea sul quale anche le forze di opposizione hanno fornito un importante contributo.
Il Presidente Flaminio PICCOLI ringrazia il rappresentante del Governo per le dichiarazioni rese alla Commissione. Poiché tali dichiarazioni assumono anche il carattere di una comunicazione politica, avverte che subito dopo la replica degli interroganti, in via del tutto eccezionale e senza che ciò costituisca precedente, darà la parola ad altri deputati che hanno chiesto di intervenire.

Il deputato Franco SERVELLO, replicando per la sua interrogazione n.5-01074 si dichiara deluso della risposta del Ministro che non offre sufficienti elementi di chiarimento; in particolare rileva che non sembra corretto affermare che il Governo abbia avviato delle consultazioni con tutti i partiti presenti in Parlamento. I capigruppo alla Camera e al Senato del MSI-DN, infatti, sono stati ricevuti dal Presidente del Consiglio su loro richiesta, e non in seguito ad uno specifico invito. Sottolinea, quindi, la necessità di offrire al Paese un segnale innovativo rispetto alla logica ispirata esclusivamente al criterio della lottizzazione che fino ad ora ha adottato il Governo italiano nella designazione dei Commissari di sua competenza. Sarebbe invece necessario motivare le scelte in base alla esperienza acquisita e all'impegno europeistico profuso dai vari candidati. Dichiara, quindi, di associarsi alla risoluzione del gruppo federalista europeo; quanto alla ipotesi di nominare il deputato PANNELLA, rileva che essa costituisce un significativo progresso nel senso auspicato, pur non condividendo molte delle posizioni assunte su rilevanti questioni politiche dal deputato stesso.

Il deputato Marco PANNELLA, replicando per l'interrogazione Rutelli ed alttri n. 5-01065, dà atto al Governo di aver dichiarato esplicitamente la propria disponibilità ad ascoltare e considerare con molta attenzione le valutazioni che emergeranno nel corso del dibattito che si svolge in questa sede, tenuto conto del potere di indirizzo che il Parlamento può esercitare sull'esecutivo. Dopo che il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Sergio MATTARELLA ha precisato di non aver fatto riferimento al potere di indirizzo del Parlamento, il deputato PANNELLA prosegue esprimendo la convinzione che la disponibilità manifestata dal Governo sembra fugare il sospetto che il dibattito in corso possa risoversi in una discussione accademica, priva di valore concreto. Richiama quindio l'attenzione del Governo sul significato della risoluzione che è stata presentata e sottoscritta da tutti i gruppi, eccetto la Democrazia Cristiana, nella quale è esplicitamente ribadito che, a norma del Trattato istitutivo della Comunità europea spetta al Governo nella sua collegialità e non esclusivamente al Presidente del Consiglio il compito di designare i candidati alla Commissione. Relativamente alle scelte adottate dagli altri Paesi, rileva che, con l'eccezione della Repubblica federale tedesca, si è costantemente seguita la prassi di ammettere la candidatura di personalità dell'opposizione. Quanto agli attuali commissari, precisa che Carlo Ripa di Meana ha la tessera del Partito Radicale, oltrechè del Partito Socialista; considerato che, oltretutto, il Partito Socialista, almeno in occasione della discussione relativa alla partecipazione italiana allo SME mostrò un impegno europeista meno convinto di quello del Partito Radicale, ritiene che non si possa escludere pregiudizialmente l'ipotesi di una candidatura di una personalità dell'opposizione. Considerata la esplicita richiesta dei gruppi che hanno sottoscritto la risoluzione, non sembra essevi motivo perché il Governo e il Presidente del Consiglio in particolare, assumano un atteggiamento di incomprensibile chiusura di fronte all'invito a evitare di scegliere i commissari italiani secondo la logica della lottizzazione, che rappresenterebbe un grave affronto nei confronti del Parlamento e dell'opinione pubblica.

Il deputato Giorgio NAPOLITANO, replicando per la sua interrogazione n.5-01069, nel prendere atto delle dichiarazioni del Ministro circa la disponibilità del Governo a considerare le valutazioni che emergeranno in questa sede, rileva tuttavia che la risposta del Governo alla sua interrogazione giunge con notevole ritardo, rafforzando così il sospetto che la disponibilità del Governo sia soltanto apparente, avendo i due maggiori partiti della coalizione già deciso quali saranno i due commissari italiani. L'Italia, peraltro, è l'unico paese che non ha ancora provveduto ad indicare ufficialmente i nomi dei due commissari che gli competono; non si può escludere, quindi, che questo ritardo produrrà effetti rilevanti sulla assegnazione degli incarichi all'interno della Commissione. Appare indispendabile che il Governo designi alla nomina dei commissari due personalità che godano della più ampia stima e assicurino la massima rappresentatività. Sembra oggi sussistere tale possibilità, stante la significativa convergenza che si è realizzata nel nostro paese relativamente alle linee fondamentali della politica estera. Sembra invece prospettarsi la conferma della prassi, seguita fino ad ora, secondo cui spetterebbe ai due maggiori partiti della coalizione, indipendentemente dagli altri partners di Governo oltreché dalle forze di opposizione, il diritto esclusivo di designare i candidati alla carica di commissari. Rileva, quindi, che le esperienze precedenti sembrano contraddire l'affermazione del Ministro secondo cui il Governo avrebbe fino ad oggi fatto riferimento al criterio della competenza nella designazione dei commissari.

Il deputato Aristide GUNNELLA, replicando per la sua interrogazione n. 5-01075 sottolinea la necessità di designare personalità che reappresentino degnamente il Paese, a prescindere dal partito di appartenenza. Rileva quindi che spetta al Governo nella sua collegialità e non al Presidente del Consiglio procedere alla designazione dei candidati; pertanto, non sembra possibile prescindere dal consenso di tutti i partiti della maggioranza. Ciò non significa che si intenda suggerire l'adozione del criterio rigido secondo cui un commissario spetterebbe alla maggioranza ed uno all'opposizione; sembra inoltre opportuno evitare che in futuro sia riservato esclusivamente ai due partiti maggiori della coalizione governativa il diritto di designare i commissari italiani. A questo proposito, rileva la necessità di evitare la presentazione di candidature di maggioranza fino a che la questione non sia stata adeguatamente dibattuta e non sarà trovata una soluzione accettabile per tutti i partiti della coalizione di Governo. Non viè, quindi, almeno fino ad ora, alcuna candidatura scontata; soltanto il dopo questo dibattito il Governo, nella sua collegialità, potrà infatti dedurre le proprie valutazioni; se così non fosse, infatti, questo dibattito si dimostrerebbe inutile e ciò costituirebbe una grave offesa al Parlamento.
Relativamente al rapporto fra i membri della Commissione e i governi nazionali che li hanno nominati, rileva che, fino a quando non si costituirà un vero e proprio esecutivo delle comunità europee, indipendente dalle autorità dei singoli Paesi membri, sarà comunque opportuno garantire che i commissari italiani assumano atteggiamenti non contrastanti con gli orientamenti del nostro Governo.

Il deputato Adolfo SARTI, replicando per la sua interrogazione 5-01082, sottolinea la richiesta contenuta nella sua interrogazione circa gli incarichi che i due commissari italiani ricopriranno all'interno della Commissione esecutiva della CEE: si tratta di un aspetto importante per un Paese come l'Italia a così vocazione europeistica ed impensabile che il Presidente del Consiglio non ne abbia parlato nei colloqui avuti con Delors.
Circa i criteri della designazione, concorda con quelli indicati dal Ministro, ma alla competenza e all'esperienza dovrebbe aggiungersi anche un ulteriore requisito: i designati siano animati dallo spirito europeistico che ha sempre animato i dibattiti parlamentari sull'argomento, uno spirito che può definirsi "utopico" ma che è necessario per la costruzione dell'Europa politica.
La designazione non può essere quindi un affare interno all'area di Governo: la scelta è dell'esecutivo, ma essa deve essere fatta al meglio possibile senza restrizioni, tenendo ovviamente conto della realtà politica che non è possibile ignoare e disattendere:
Si dichiara quindi soddisfatto della risposta del Ministro Mattarella.

Il Presidente Flaminio PICCOLI constata l'assenza dei deputati Capanna e Caria presentatori rispettivamente dell'interrogazione n. 5-01064 e n. 5-01068; si intende abbiano rinunciato alla replica.

Il deputato Giovanni CERVETTI contesta l'affermazione del Ministro secondo cui nei Paesi in cui vi è un Governo di coalizione i commissari vengono scelti esclusivamente all'interno della maggioranza. In realtà in tutti i Paesi comunitari si designano personalità in grado di assicurare la più ampia rappresentatività; il caso dell'Italia costituisce un'eccezione che non sembra giustificata.

Il deputato Oscar Luigi SCALFARO esprime le proprie perplessità sulla formulazione della risoluzione presentata dal gruppo federalista europeo e sottoscritta da numerosi gruppi, rilevando, in particolare, una contraddizione fra l'esplicito riconoscimento della competenza del Governo a definire autonomamente le candidature e l'invito rivolto al Governo stesso ad attenersi a criteri determinati. Constata quindi che, fino a quando non ci saranno precise indicazioni, sembra inoppurtuno prospettare candidature senza i necessari chiarimenti. Esprime quindi il proprio apprezzamento per l'impegno assunto dal Ministro in questa sede a considerare attentamente le valutazioni che emergeranno, anche quelle sollevate dalle opposizioni. Ritiene infatti che il processo di unificazione europea possa essere favorito e incoraggiato dall'impegno concorde di tutte le forze che condividono l'ideale europeistico.
Il deputato Gianni LANZINGER, dopo aver concordato con gran parte delle argomentazioni già svolte dai colleghi intervenuti nel dibattito, sottolinea l'esigenza che il processo di unificazione europea si trasformi da processo di integrazione tra Governi in processo di integrazione tra i popoli. Il dato formale della competenza governativa per la designazione dei commissari deve quindi essere superato ed arricchito. Il Governo deve designare persone di coscienza europeista oltreché di competenza ed esperienza europeista; i commissari designati devono agire per l'Europa e devono essere indipendenti dal Governo che li nomina, perciò devono rappresentare nella maniera più lo spettro delle posizioni politiche. In definitiva la scelta deve essere pluralistica poiché in esso risiede la garanzia dell'indipendenza e dell'obiettività.
Il Governo ha finora seguito la strada di ricercare il massimo consenso possibile nelle scelte di politica comunitaria ed in questo ampio consenso si radica la forza della risoluzione sugli Stati Uniti d'Europa votata dalla Commissione esteri. Auspica quindi che il Governo non voglia abbandonare questa linea di condotta.

Il deputato Francesco RUTELLI nel prendere atto della disponibilità manifestata dal Governo nei confronti dei suggerimenti e delle valutazioni espresse in questa sede, ritiene di dover attendere le decisioni che l'esecutivo assumerà in futuro prima di pronunciarsi sul merito della risposta del Ministro alla sua interrogazione. Sottolinea quindi la necessità di rispettare le disposizioni previste dal Trattato istitutivo della Comunità Europea che affida al Governo e non esclusivamente al Presidente del Consiglio , la competenza alla designazione dei commissari italiani. Esprime quindi l'auspicio che il Governo voglia considerare attentamente l'invito rivoltogli da tutti i deputati intervenuti, tanto della maggioranza che dell'opposizione, a procedere alla designazione soltanto dopo aver verificato l'orientamento delle forze politiche.

Il deputato Gerardo BIANCO, nel dichiararsi perfettamente d'accordo con le valutazioni espresse dai deputati Sarti e Scalfaro, esprime il timore che anche in questa occasione si applichino i discutibili criteri già adottati in precedenza per la nomina dei commissari italiani alla CEE.

LA SEDUTA TERMINA ALLE 15,25.

Pannella è entusiasta. "Il Parlamento, attraverso il dibattito di oggi in Commissione, è dunque unanime (con la sola assenza socialista) sui seguenti punti:

1) Deve essere il Governo, e non il Presidente del Consiglio, a procedere alle nomine dei Commissari CEE;

2) queste nomine devono avvenire secondo i criteri più ampi e unitari possibile, in corrispondenza delle comuni posizioni di quasi tutti i Gruppi e i partitini tema di politica europea, indicati come "dominanti" dagli interventi ufficiali dei Commissari della DC nella Commissione della Camera.

"Il PRI ha ammonito il Governo, o meglio il Presidente del Consiglio, con grande durezza, diffidandolo a prendere iniziative che non siano di concertazione di maggioranza e di preparazione delle scelte governative, nella direzione più aperta e confermando i giudizi precedentemente espressi sulla mia candidatura. La DC ha con forza e con chiarezza ricordato le convergenze ideali di "Ernesto Rossi, Altiero Spinelli e De Gasperi", come radici delle posizioni comuni di oggi, sottolineando il fatto che la politica federalista europea ha contrassegnato una stretta alleanza (in particolare fra DC e radicali) che deve essere tenuta in considerazione dal Governo in questa occasione, per rafforzarla e non per ferirla o comprometterla.

"PLI e PSDI hanno sottoscritto la Risoluzione firmata anche da PCI, Sinistra Indipendente, da Dp, Verdi, radical - federalisti europei, sui criteri da adottare da parte del Governo, non "lottizzatori", e "non meccanicamente espressione della maggioranza". Infine, e ne dò atto ben volentieri, il MSI, attraverso la dichiarazione del suo Vicesegretario Servello, nel far propria anch'esso questa Risoluzione, ha voluto formalmente riconoscere che "pur nell'abisso di differenze che separa il MSI da molte posizioni di Pannella", "una sua designazione costituirebbe pur sempre un segnale di inversione di marcia e di scelte nella direzione giusta.

"Così il cerchio si chiude. Alle molte centinaia di politici, di uomini di cultura, di sindaci e presidenti di Regioni e Provincie, di giornalisti, di ogni famiglia politica e culturale, si aggiunge ora uno schieramento pressoché (con l'assenza e non con l'opposizione socialista) unanime del Parlamento. Contrariamente a quanto dichiarato comprensibilmente dal Vicepresidente della Camera Gerardo Bianco, e da alcuni colleghi comunisti, io spero che il Governo sappia ora comportarsi in modo adeguato".

24 novembre 1988, il fax del Comitato per Pannella Commissario Cee: Campagna trasnazionale per la vita degli ideali socialisti libertari. Libera il socialista che e' in te ...
24 novembre 1988, il fax del Comitato per Pannella Commissario Cee: Campagna trasnazionale per la vita degli ideali socialisti libertari. Libera il socialista che è in te ...
I socialisti dannazione. Senza pietà sui socialisti. Andreani, Dentamaro e Tamburi hanno la loro ultima, perfettamente inutile idea un po' tardi quella sera, ma ci si buttano a capofitto, e nasce la "campagna transnazionale per la vita degli ideali socialisti libertari". Perché dire socialista deve avere un senso, ancora, nonostante Bettino. Nel mirino ci sono, e ci rimarranno fino all'indomani, i Sindaci, i Presidenti e Vicepresidenti socialisti di Regioni e Provincie. Nella notte, inventano la "campagna transnazionale per la vita degli ideali socialisti libertari: libera il socialista che è in te! Aderisci subito alla campagna per la nomina di Marco Pannella a Commissario italiano della CEE: Telefona la tua adesione ai numeri di Radio radicale... Post-scriptum: non dire subito di no. Pensaci!". Via con i telefax. "Fai quel che devi, accada quel che può"...

25 novembre: tutti per uno, due sopra tutti

Abbiamo appena terminato con l'invio dei telefax ai socialisti, che De Mita annuncia le designazioni. Filippo Maria Pandolfi e Carlo Ripa di Meana sono i due rappresentanti italiani nella Commissione di Bruxelles. È una gran fortuna, per Bettino, che De Mita abbia provveduto con solerzia a "cavarsi" il dente. Ancora altre 24 ore, poi il sabato e la domenica: senza pietà, avremmo cominciato a "sfrucugliare" socialisti di tutta Italia. Ma non mancheranno altre occasioni.

Marco Pannella dichiara: "Quel che conta è che, in quattro mesi, abbiamo costruito maggior forza democratica e politica come contenuto di uno schieramento federalista europeo che abbraccia tutto il Parlamento, con la latitanza obbligata del PSI, del Presidente del Consiglio e dei suoi intimi. Invio a queste forze parlamentari, ai partiti, alle personalità che hanno sostenuto la mia candidatura un ringraziamento commosso, assicurando loro che cercherò di corrispondere alla loro fiducia, comunque. Cafonaggine istituzionale e civile, ai limiti dell'oltraggio al Parlamento, ha caratterizzato l'opera di Ciriaco De Mita, non importa per conto di chi in questa occasione. Si è permesso a Roma quel che a Nusco, probabilmente, non gli avrebbero permesso. Gliene chiederemo conto in Parlamento. È forse bene che la DC se lo tenga, e il paese se ne liberi. Al più presto possibile".

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Le Interviste per Strada di Gaetano Dentamaro

Il blog delle Interviste per Strada, notizie, attualità, politica, cultura, opinioni della gente in presa diretta dalle strade di Roma e d'Italia. "Insostituibili, indispensabili... perché ...l’Italia che viene fuori dal microfono zingaro, un po’ sornione, ma leale, di Dentamaro, ce l’abbiamo e ce la dobbiamo tenere." (Sergio Saviane)