PERDO&STRAVINCO
la candidatura di Marco Pannella a Commissario CEE:
com'è nata, quanto è cresciuta, perché non è stata accolta

a cura di
Gaetano Dentamaro

© 1988 Pianeta Edizioni ©1998 The New Radikalna Strange

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l'ombra del commissario, VII

17 novembre: caro lettore, noi ti chiediamo

La politica cammina sulle gambe della gente; purché si metta anche mano al portafoglio. Il Partito radicale acquista due pagine di pubblicità: su "Il Giornale" e su "L'Unità". Nella pagina, c'è un appello per l'Appello. Le adesioni sono ormai più di trecento.

Scrivono i firmatari: "Caro lettore, noi ti chiediamo di raccogliere e rilanciare subito, nelle prossime ore, questa straordinaria convergenza di personalità della cultura, della scienza, del Parlamento, del mondo laico e religioso, del federalismo, dell'ambientalismo. Ti chiediamo di sollecitare con un telegramma il segretario del partito che hai votato, perché mantenga e rafforzi il proprio sostegno alla candidatura Pannella; nel caso del PSI, perché rimuova il totale veto finora opposto; nel caso di De Mita, segretario della DC e Presidente del Consiglio, perché in nessun modo la designazione dei Commissari CEE sia effettuata con un colpo di mano partitocratico e oligarchico, senza consultazione preventiva del Parlamento e persino senza la prescritta delibera del Consiglio dei Ministri. Ai docenti universitari, agli esponenti politici e sindacali, agli amministratori locali, alle voci libere della cultura italiana, a tutti i cittadini che leggono questo annuncio, chiediamo di sottoscriverlo, e di comunicarci la loro adesione".

In occasione di questa vicenda, il dibattito politico assume la forza del dramma, concreto e reale, della democrazia. La politica marcia sulle gambe della gente: sulle gambe dei firmatari dell'appello, di chi vorrà farsene promotore, magari nel proprio piccolo, tra amici o colleghi di lavoro. Marco Pannella, è l'uomo politico che la gente per strada chiama per nome, l'uomo politico del quale la gente per strada dice che, se solo avesse scelto un altro partito, ministro lo sarebbe diventato da tempo. E Pannella, l'uomo dei marciapiedi e dei digiuni, risponde di credere che per lui, è arrivato il momento di provarci davvero, a diventare ministro; ma restando un radicale, radicalmente democratico. "Un sostegno che mi onora, un'opportunità che ho il dovere di non ignorare".

Scrive Pannella: "Questo sostegno m'onora e mi commuove. M'obbliga, anche. Sia reso subito grazie a ciascuno e a tutti per questa prova di attiva tolleranza, di forza civile, europea, del nostro Paese. Fin qui, negli organigrammi di regime, "commissario a Bruxelles" valeva ben poco. Sembra che la scostumatezza e l'ardire della mia candidatura gli conferisca finalmente il valore che deve essergli proprio. Ed è già un primo successo.

"Quest'incarico - prosegue Pannella - fu anche di Altiero Spinelli; con Ernesto Rossi, oggi più che mai vivo come esempio, e come ispiratore della nostra azione. È vero: fors'anche per questo, tengo a quest'incarico. Così come, un anno fa - lo ricordo - avrei tenuto a che uno di noi - radicali federalisti - fosse titolare di quel nuovo Ministero per gli Stati Uniti d'Europa del quale inutilmente sollecitammo la formazione, pur sotto la Presidenza del Consiglio di storici nostri avversari. Più di altre forme di militanza, più della nonviolenza, più del dar corpo, letteralmente , ad idee ed obiettivi attraverso digiuni e carcere, oggi questa forma di servizio può costituire l'apporto massimo da tentare da parte mia.

"Chiedo al nostro Governo, chiedo soprattutto a Ciriaco De Mita e Bettino Craxi: abbiamo il diritto , la convenienza di rifiutare questa occasione, così imprevista, ma anche così sorprendente, di unità; d'impegno, così straordinario per i suoi autori e per il loro numero; di forza dello stesso Governo di fronte agli occhi degli altri Paesi della Comunità; di volontà federalista europea? Non è questo, ormai, un "atto dovuto", anche istituzionalmente parlando, oltre che personalmente per voi e per me stesso?

"Lorenzo Natali e Carlo Ripa di Meana hanno ben testimoniato per tutti noi. Occorre che tutti lo sappiano e lo valutino. Con Carlo Ripa di Meana condivido politicamente tutto, o quasi tutto, da ormai trent'anni. Se fosse possibile riversare su di loro, su uno di loro, la forza (soggettivamente immeritata, forse, ma già oggi indubbiamente senza precedenti) della mia candidatura, credetemi, lo farei con entusiasmo. Lasciare il Parlamento europeo, la Camera dei Deputati, ogni incarico di partito, non poter guidare liste federaliste e radicali alle prossime elezioni europee, lavorare all'interno di una istituzione che è oggi in gran parte estranea alle ragioni per le quali è sorta trent'anni fa ed alle ragioni per la quali la sosteniamo, ossificata e burocratizzata com'‚, non costituisce affatto di per s´ un onore ch'io possa concupire, ma un'opportunità che moralmente ho il dovere di non ignorare."Fai quel che devi, accada quel che può", ripetevano Rossi e Spinelli.

Giornata Mondiale dell'Alimentazione, 17 ottobre 1981. Marcia contro lo sterminio per fame, per l'attuazione del Manifesto-appello dei Premi Nobel. Marco Pannella al 45mo giorno di sciopero della fame. Gia dal 1970 le NU chiedono che almeno lo 0.70% dei bilanci degli Stati membri venga destinato all'aiuto pubblico ai paesi poveri. Dopo 11 anni, la media mondiale è intorno allo 0.25%.
Giornata Mondiale dell'Alimentazione, 17 ottobre 1981. Marcia contro lo sterminio per fame, per l'attuazione del Manifesto-appello dei Premi Nobel. Nella foto, Marco Pannella al 45° giorno di sciopero della fame. Gia dal 1970 le NU chiedono che almeno lo 0.70% dei bilanci degli Stati membri venga destinato all'aiuto pubblico ai paesi poveri. Dopo 11 anni, la media mondiale è intorno allo 0.25%.
"Ringrazio dunque, in particolar modo, non solamente coloro che hanno dato il loro nome prestigioso, e caro a tutti noi, a questo appello al Governo - che, ne sono certo, non potrà e non vorrà ignorarlo - , ma gli altri, la maggioranza forse dei firmatari, che sono stati e sono avversari miei e nostri, che hanno sempre trovato in me più ragioni di opposizione, di antipatia, di estraneità, di diffidenza, che di consenso e di fiducia. Come ho già annunciato, d'ora in poi non interverrò più su questo argomento. Affido tutta la ricchezza e la difficoltà di questa vicenda, certo "minore", ma anche emblematica, in primo luogo, da laico, ai miei amici Segretari dei partiti laici: a Renato Altissimo, Antonio Cariglia, Giorgio la Malfa; e al Segretario del PCI Achille Occhetto, perché il suo partito mostra di aver compreso che è giunta l'ora di trasferire anche a Roma quell'unità fra di noi cui ci aveva in qualche senso inizialmente costretto nel parlamento europeo Altiero Spinelli, e che non ha cessato di arricchirsi e precisarsi; a Democrazia Proletaria, ed agli amici verdi, ambientalisti, ecologisti che in modo così pieno e forte si sono pronunciati a favore della mia candidatura. Così come ai tanti e anche prestigiosi esponenti della DC, e ai tanti colleghi parlamentari che stanno prendendo posizione. In questi giorni, penso, occorrerà da parte loro molto impegno per raggiungere quel risultato che ormai non ha che marginalmente aspetti legati a miei personali considerazioni: impegno contro pigrizie, equivoci, arroganze e malcostume dai quali abbiamo tutti - senza eccezioni - interesse a liberarci, a cominciare da questa occasione".

Filippo Caria, Capogruppo PSDI alla Camera, rivolge una dura interrogazione parlamentare al Governo: non ritiene il Governo di voler riferire al Parlamento - per avvalersi delle sue indicazioni - sui princìpi ai quali intende ispirarsi per le designazioni? Non vuole in ogni caso assicurare che esse siano effettuate nell'ambito delle deliberazioni collegiali del Governo della Repubblica?

Bisogna stanare i socialisti. I redattori di Radio radicale, ma un po' tutti i compagni attivi in questo momento sulla vicenda, li stanno letteralmente inseguendo, ma non si riesce, spesso, a varcare i filtri di segretarie e negazioni, e in più di un'occasione, al momento del contatto diretto e personale, si ricevono imbarazzate non-risposte.

Soprattutto i compagni del PSI declinano l'invito a pubbliche prese di posizione, anche contrarie. È questo il caso di Bobo Craxi - che assicura però di non aver ancora fumato lo spinello ricevuto a suo tempo - , e di Michele Svidercoschi, segretario della Fgs.

Invece, giungono le voci di Massimo Bogianckino, Sindaco di Firenze, doppia tessera PSI - PR nel 1987, che dice di non poter essere, in fondo, contrario, ma di non voler comunque firmare l'Appello; e di Giulio Di Donato, membro della Direzione del PSI, che dichiara testualmente: "Sul piano di principio, non ho nulla in contrario, e credo che Marco potrebbe svolgere questo ruolo nel modo migliore. Credo d'altronde che una decisione sulle nomine alla CEE spetti alla maggioranza nel suo insieme, ma non necessariamente deve riguardare solo esponenti della maggioranza. Debbo anche dire che la candidatura Pannella è certamente valida, ma che ce ne sono altre altrettanto valide. Non escludo assolutamente che in questa occasione le nomine possano riguardare personalità al di fuori della maggioranza; si tratterà di valutaretare le migliori opportunità e le migliori competenze. In questo senso, la candidatura di Pannella è certamente molto forte. Io credo infine che ci siano in effetti possibilità concrete che possa spettare a Pannella rappresentare l'Italia nella Commissione CEE. Posso comunque confermare che il mio partito non ha nessuna pregiudiziale o preclusione nei confronti di alcuno, allo stato non c'è però ancora una decisione". Senza pietà, spaccaballe e militanti accolgono la notizia flemmatici nella loro frenesia. "Fai quel che devi, accada quel che può"...

Chi non si fa pregare, per prendere posizione, è l'Onorevole Alfeo Mizzau, europarlamentare DC. Sentite un po': "L'Europa di De Gasperi, Schumann e Adenauer non può essere intristita dalla presenza nell'esecutivo di un personaggio come Marco Pannella, che rappresenta gli "anti - valori" dei padri fondatori. Sono molto sorpreso che alcuni parlamentari democristiani abbiano sottoscritto la candidatura, e mi auguro che spieghino ai loro elettori un atteggiamento che è in netto contrasto con la storia della Democrazia Cristiana".

De Mita, nel frattempo, ha deciso di non incontrare, per parlare di nomine, né Democrazia Proletaria, né i Verdi né gli indipendenti. "Registriamo con sorpresa la nostra esclusione - si legge in un comunicato congiunto dei Gruppi Parlamentari - . L'Onorevole De Mita si ritaglia un Parlamento secondo le sue convenienze, stabilendo un'inammissibile graduatoria tra i gruppi parlamentari. Segno di scarsa correttezza e del vero senso politico dell'iniziativa: non l'avvio di un più serio rapporto tra Governo e Parlamento, ma un puro tentativo di ottenere una copertura di decisioni sempre sostanzialmente legate alla logica della maggioranza".

18 novembre: escludere il radicale, in quanto tale

Febbraio 1987. Vinta la sfida delle iscrizioni il Partito radicale riapre il suo 32mo Congresso. Nella foto, da sinistra, Enzo Tortora, Marco Pannella, Domenico Modugno intonano Volare. Alla chitarra il figlio di Modugno, Marco. Domenico Modugno, colpito da ictus alcuni mesi prima, festeggia cosÏ il suo ristabilimento. Il Congresso lo elegge Presidente del Partito.
Febbraio 1987. Vinta la sfida delle iscrizioni il Partito radicale riapre il suo 32° Congresso. Nella foto, da sinistra, Enzo Tortora, Marco Pannella, Domenico Modugno intonano Volare. Alla chitarra il figlio di Modugno, Marco. Domenico Modugno, colpito da ictus alcuni mesi prima, festeggia cosÏ il suo ristabilimento. Il Congresso lo elegge Presidente del Partito.
Comunisti e radicali incontrano De Mita: premono perché ci sia un dibattito parlamentare, come invocato da gran parte delle forze politiche. Stanzani, Calderisi e Spadaccia rammentano ancora una volta il senso della diffida al Presidente del Consiglio: se deciderà motu proprio, senza consultare nemmeno la sua maggioranza, dovrà assumere la responsabilità di "un'arrogante scelta di lottizzazione".

De Mita ha un comportamento quanto meno singolare. I giornali parlano di "telenovela CEE". De Mita fa sapere di voler consultare i gruppi della maggioranza. Poi annuncia che gli basta d'aver conferito con i segretari dei partiti, che provvederà senza indugi: le nomine sono affar suo e il Parlamento sarà informato a cose fatte. Non una bella figura per Mattarella, Ministro dei rapporti con il Parlamento, che era stato portavoce dell'esatto opposto poco prima. Ma poi ancora Mattarella informa il Parlamento che il Governo ha deciso di riferire in Commissione Esteri, dove risponderà alle interrogazioni parlamentari. c'è voluto l'intervento di Nilde Iotti decisa a non lasciarsi prevaricare. La Presidente della Camera interviene duramente per garantire al Parlamento il dibattito, e De Mita fa buon viso a quel che è (per lui) un cattivo giuoco, dando un po' di respiro al campo avversario. Appuntamento a martedì, o forse giovedì, giacché la Camera è impegnata in quei giorni nell'esame della legge finanziaria.

Alessandro Criscuolo, già Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati fa pervenire la sua adesione ai microfoni di Radio radicale: "Pannella è un eurodeputato esperto, sicuramente in possesso di un'adeguata capacità politica. Dovrebbe essere quindi l'espressione naturale per questo tipo d'incarico. Ma soprattutto questo segnerebbe un momento importante, il segnale dell'avvio del superamento delle schematizzazioni lottizzatorie, a cui purtroppo siamo abituati nell'assegnazione degli incarichi nella vita pubblica italiana".

Marco Pannella, con Rosa Filippini, deputata verde, è in Trentino. Insieme, sono tra i capilista della Lista Verde Alternativa. Lista "interetnica", nella quale erano stati inseriti per protesta contro la norma che vuole eleggibili solo i cittadini residenti da almeno cinque anni nella Regione. Si vota domenica, per il rinnovo dei Consigli provinciali di Trento e Bolzano. "Dieci anni fa - ricorda Pannella in una conferenza stampa - per la prima volta presentavamo qui in Trentino la lista di Nuova Sinistra - Neue Linke. Questi dieci anni non sono passati invano, perché oggi questa lista, verde, federalista europea, radicale, alternativa, è avviata ad un grande successo elettorale, ed avrà, da lunedì, la responsabilità grande e drammatica delle sue stesse proposte. Prevedo almeno tre consiglieri verdi e alternativi (...) e, lo dico proprio nel momento in cui potrebbe sembrare meno opportuno, faccio gli auguri ai socialisti trentini, non auspico un loro successo, attenzione: ma faccio loro gli auguri, proprio perché il PSI, qui a Trento, ha dimostrato di andare controcorrente rispetto alla linea sciagurata del PSI nazionale e di Bettino Craxi". Pannella azzecca, i Verdi - alternativi eleggeranno tre consiglieri, ma in termini numerici il consenso è ben superiore alla somma dei voti verdi e radicali. Di fatto è l'unico schieramento politico che si confronta con l'aumento elettorale del MSI. I socialisti, invece, calano.


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