PERDO&STRAVINCO
la candidatura di Marco Pannella a Commissario CEE:
com'è nata, quanto è cresciuta, perché non è stata accolta

a cura di
Gaetano Dentamaro

© 1988 Pianeta Edizioni ©1998 The New Radikalna Strange

copertina | l'appello | introduzione |  l'ombra del commissario 
 documenti | who's who | il fuoco del guerriero


capitolo precedente capitolo seguente

 

l'ombra del commissario, VI

Pannella, infatti, di movimento ne sta facendo tantissimo. Convoca una conferenza stampa, e la prima risposta è per Claudio Martelli. "Io non pretendo dal PSI proprio nulla. Men che mai quel che non appartiene a lui, ma - secondo la legge, secondo i Trattati - al Governo della Repubblica. Sarei comunque lietissimo d'incontrarmi con il Segretario del PSI, per chiarire ogni equivoco in proposito e fra di noi. Le scelte di politica interna del PSI sono sempre più di frequente profondamente diverse da quelle che lo hanno unito negli anni scorsi al Partito radicale. È un suo diritto, così come è un diritto del PR di difendere punti di vista e di continuare a difendere quel che ieri anche il PSI difendeva, senza per questo essere criminalizzato, senza che si scateni e si rafforzi di nuovo, in Italia, l'ostracismo nei miei confronti. Ma, lo ripeto, sono lieto se questa vicenda può consentire di nuovo un incontro con Craxi. Attendo di sapere dal PSI come e quando".

I giornalisti sono stupiti. Pannella, ma davvero pensi ancora di avere qualche chances? Non vedi che tutto è perduto ormai, che i giochi sono fatti?

No. Pannella è testardo - come lui stesso dice di s` - come un mulo abruzzese, non dà per scontato nulla, e comunque ha già vinto. "A nessun governo europeo - dice - si offre un'occasione così". Tra le mani ha una copia di "Epoca", che ha un bel servizio sul "Grand Hotel Europa", e parla della candidatura Pannella come di un'occasione mancata. "Malgrado la stampa, da più settimane, dia per liquidata la mia candidatura, è vero invece che ogni giorno che passa essa acquista la caratteristica di un'indicazione straordinariamente forte ed unitaria, europea e democratica, che supera le nozioni di maggioranza e di opposizione, a testimonianza della volontà federalista e dell'impegno concreto che il nostro paese rappresenta e nutre, più di qualsiasi altro".

Raccontalo un po' a Ciriaco e a Bettino! Ma Pannella è testardo, e paziente. "Mi parrebbe davvero assurdo e incomprensibile che il Governo, cui i Trattati conferiscono il compito di nominare i Commissari CEE, preferisca operare in base a criteri di lottizzazione partitocratica, quando è suo dovere farlo in base alla sua funzione istituzionale. Sono certo che anche dal PSI - alla fine - non potrà manifestarsi alcuna opposizione vera: se c'è un settore nel quale abbiamo continuato ad avere sin qui obiettivi e posizioni comuni, con i socialisti, è proprio questo dell'azione federalista. Per questo, ho già auspicato di poter incontrare il Segretario del PSI".

E poi, Pannella? Che altro pensi di fare? "A questo punto - conclude Marco Pannella - affido formalmente ai Segretari dei partiti laici, a Renato Altissimo, ad Antonio Cariglia, a Giorgio La Malfa, da una parte; ed al Segretario del PCI, Achille Occhetto, la sorte della mia candidatura. Ai primi, perché sin dall'inizio l'hanno compresa e sostenuta con amicizia e responsabilità, e hanno anticipato e secondato il grande movimento d'opinione che sì è ora svi - luppato dalla società civile, in modo così massiccio e prestigioso; e perché essi appartengono in modo determinante alla maggioranza ed al Governo, e sapranno certamente far valere le ragioni di principio, politiche e democratiche che giustificano la mia nomina ormai come "istituzionalmente dovuta". E l'affido al Segretario del PCI, perché il PCI sa, quando vuole, opporre la forza e l'intelligenza al rischio dell'intolleranza, all'ostracismo, all'arroganza, quando queste sono opposte alla ragione e al diritto, a scelte che uniscono, e sostengono le istituzioni e la democrazia. Senza il consenso degli uni e dell'altro, l'irresponsabilità non può prevalere".

I giornalisti scuotono la testa perplessi. "Radio Palazzo", la gola profonda degli informatori ben informati afferma che De Mita si è già impegnato con Craxi a creare il fatto compiuto, senza consultare le altre forze politiche di governo, e, men che meno, senza convocare alcun dibattito parlamentare. Sarebbe un atto gravissimo: e la sola risposta possibile sarebbe l'impugnazione dell'atto avanti alla Corte Costituzionale. Tutti sperano che a questo punto non si arrivi, ma una cosa è certa: di fronte all'Europa, l'Italia sta già facendo una figura barbina, e sembra che cominci ad esserci anche un po' di nervosismo. Siamo rimasti gli ultimi, dopo l'Irlanda, a non aver ancora provveduto. A Radio radicale, dai quattro capi della penisola, arrivano telegrammi fantasiosi e adesioni prestigiose (hanno superato le duecento), le ore scorrono. Non mollare!

15 novembre: un'impossibile bussola

L'attacco di Claudio Martelli al PRI è oggetto di un simpatico "taglio di prima" pagina su "La Voce repubblicana". "In una sua intervista al Messaggero, l'on. Martelli commenta in modo singolare la posizione del PRI sulla imminente nomina dei Commissari CEE - scrive il quotidiano dell'edera - . La sola bussola di La Malfa, dice Martelli, è l'antisocialismo. Dobbiamo smentirlo. A parte che non si vede cosa c'entri l'antisocialismo con il chiedere che chi rappresenterà l'Italia alla CEE sia figura di rilievo e non appannaggio di questo o quel partito, il punto è ancor più di sostanza. Se ci si dovesse opporre a tutto ciò che Martelli dice o fa, si finirebbe in palese contraddizione un giorno sì e l'altro pure: prima a favore del nucleare, poi contro, e poi di nuovo a favore, prima dalla parte della Rai, poi della concorrenza, e poi di nuovo della Rai; prima per la liberalizzazione della droga, poi per reprimerla e poi ancora per liberalizzarla... Avere come bussola l'antisocialismo è impossibile, on. Martelli. A furia di giravolte, si finirebbe inderogabilmente per perdere la strada".

Tutti i giornali danno per scontato che la corsa stia per finire, ma i titoli sono tutti su Pannella. "Polemiche con il PSI, appello a PSDI, PRI, PLI - COMMISSARIO CEE? ULTIMI FUOCHI DI PANNELLA", L'Avvenire.

"COMMISSARIO CEE, PANNELLA CHIEDE AIUTO AI LAICI E AL PCI", Il Mattino di Napoli.

"COMMISSARIO CEE, PANNELLA NON DESISTE", Il Giorno di Milano.

"BRACCIO DI FERRO PER LE NOMINE CEE - PANNELLA A Craxi: INCONTRIAMOCI", La Gazzetta del Mezzogiorno.

"PANNELLA NON MOLLA: QUEL POSTO È MIO", Paese Sera.

"PANNELLA ALLA CEE, MOLTI SPONSOR, POCHE SPERANZE", La Repubblica (i paladini dell' "azienda Italia" insistono con gli "sponsor").

"PANNELLA E CEE, NOZZE DIFFICILI - Martelli non vuole che il PSI gli ceda il posto, De Mita non sa cosa decidere", Il Giornale di Montanelli.

"PANNELLA PASSA ALL'ATTACCO", Il Giornale d'Italia.

"PANNELLA NON MOLLA LA CEE: MI AFFIDO AI LAICI E A OCCHETTO", Il Manifesto.

"PANNELLA: IL COMMISSARIO CEE IDEALE SONO IO", Il Corriere della Sera.

Radio radicale ha assunto il consueto aspetto di bunker dei momenti delle grandi occasioni. La redazione intera si scatena per raccogliere quante più interviste, opinioni e argomenti è possibile sulla vicenda, e tanto meglio se si tratta di voci dissonanti. Simona Pazzarelli telefona ininterrottamente da casa sua, e ne fa un balsamo per il mal di gola. Sergio D'Elia aggiorna di continuo le adesioni, felicemente incatenato al suo computer, e sforna aggregazioni per categorie, per città, cronologiche...e raccoglie e rilancia iniziative, in contatto telefonico con mezza Italia. Ogni annuncio di telegramma, mette al lavoro una catena di persone, crea l'entusiasmo di lavorare sotto pressione, desta interesse e partecipazione umana. c'è, anche, incredulità, e ironia. Guardali, sono pazzi, ma credono davvero di farcela? è incredibile!

E tanto è incredibile, che la storia stimola la curiosità di un incredulo giornalista, che annusa una buona storia per il suo giornale. È l'inviato di Panorama Filippo Ceccarelli: vuol scrivere un pezzo su questa storia all'americana, e si precipita in radio per verificare sul campo quel che succede. Vuol conoscere i "retroscena" dell'operazione, vuol sapere come facciamo ad "estorcere" le adesioni. Gongola quando René gli mostra il dossier che è stato inviato a Gianni Agnelli, a Raul Gardini, a De Benedetti, a Berlusconi. È davvero incredibile, Gardini e Berlusconi! Che storia, che storia! Ma allora aderisci anche tu? gli chiediamo in coro. No, io no, sto solo lavorando, ci risponde. Siamo un po' delusi, sembrava disponibile, umanamente interessato: poi ci dice: sto lavorando.No riesce a penetrare il nostro "mistero" radicale. La sua domanda inespressa ‚: "ma chi ve lo fa fare?". E noi che potremmo rispondergli, che è tutto merito di Marco Pannella?

Un'altra adesione importante, inaspettata e clamorosa, giunge in tarda serata da Milano: la dichiarazione di Giovanni Bianchi, presidente delle Acli. "Le Acli in genere non avanzano candidature, né si pronunciano. Credo comunque che in questo caso si tratti di un'ipotesi possibile, collocata in un orizzonte nel quale i problemi di un impegno nei confronti dei Paesi sottosviluppati e nei confronti della pace sono problemi che meritano di essere rappresentati in seno alla CEE. Credo che Pannella si sia impegnato e abbia speso le sue energie nella giusta direzione. A proposito dei veti che sembrano esserci contro di lui, io credo che chi li avanza parta da premesse e orizzonti diversi da quelli da cui ci muoviamo noi, che cerchiamo di guardare di più ai contenuti e meno agli schieramenti".

32mo Congresso del Partito radicale, Roma, novembre 1986. Salvare il partito? Salvarne le speranze, salvarne le ragioni! Diecimila iscritti entro la fine dell'anno, cinquemila entro gennaio 1987: e' l'obiettivo minimo fissato dal Congresso per impedire lo scioglimento del Partito. Nella foto, l'abbraccio tra Ada Rossi e Marco Pannella.
32° Congresso del Partito radicale, Roma, novembre 1986. Salvare il partito? Salvarne le speranze, salvarne le ragioni! Diecimila iscritti entro la fine dell'anno, cinquemila entro gennaio 1987: e' l'obiettivo minimo fissato dal Congresso per impedire lo scioglimento del Partito. Nella foto, l'abbraccio tra Ada Rossi e Marco Pannella.
16 novembre: diffida al diarca

Sono le ore 18. Un ufficiale dell'Ufficio Notificazioni presso la Corte d'Appello di Roma varca la soglia di Palazzo Chigi. Ha in mano la diffida che il Primo Segretario del Pr, Sergio Stanzani ha deciso d'inviare al Presidente del Consiglio. È un atto politico e giuridico di grande significato e gravità, e vale la pena di riportarlo integralmente.

"Il Trattato che istituisce un Consiglio Unico e una Commissione unica della Comunità europea, all'articolo 11, dispone che i membri della Commissione siano nominati di comune accordo dai Governi degli Stati membri; in base a tale norma, il Governo italiano deve provvedere alla nomina dei due Commissari di sua spettanza, in vista del rinnovo di questo importante organo comunitario. Sin dalla fine di luglio di quest'anno, è stata avanzata ufficialmente e pubblicamente la candidatura di Marco Pannella, che ha dichiarato di accettare. Da allora, sia il Gruppo parlamentare comunista alla Camera dei deputati, sia parlamentari radicali hanno a più riprese chiesto al Governo, autorità competente per la designazione dei Commissari italiani, di dibattere in Parlamento, nell'ambito delle sue prerogative di indirizzo e di controllo, dei criteri da adottare per la nomina.

Nonostante le reiterate richieste, sino ad oggi il Governo non ha ritenuto di riferire in Parlamento su questo argomento, e così facendo, ha disatteso la prassi ormai consolidata in base alla quale, in precedenti occasioni, il Governo aveva effettuato, attraverso il Presidente del Consiglio ed il Ministro degli Esteri, consultazioni tra le forze politiche, per raccogliere le diverse opinioni circa le candidature, e ciò pur in assenza di candidature pubblicamente avanzate e sostenute.

Anzi: risulta, sulla base di notizie giornalistiche ed è stato prospettato in ambienti politici, che il Governo verrebbe spogliato delle sue prerogative e delle sue funzioni come definite dalla Costituzione, all'art. 95 primo comma, attraverso un atto d'imperio del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore On. Ciriaco De Mita, che si appresterebbe a nominare i Commissari senza che le nomine stesse vengano discusse e deliberate dal Consiglio dei Ministri.

"Ove tali voci risultassero esatte, ci si troverebbe di fronte ad un grave attentato alle regole costituzionali e democratiche, in base alla quali, se l'esecuzione della politica governativa è coordinata e promossa dal Presidente del consiglio, la preventiva deliberazione della politica stessa compete all'intero Consiglio dei Ministri quale organo collegiale. Ciò rivestirebbe una particolare gravità, nel caso della nomina dei Commissari, poiché il Trattato firmato a Bruxelles l'otto aprile 1965 indica in maniera inequivoca il Governo (e non il Presidente del Consiglio) come unica autorità competente ad effettuare la designazione.

Nella malaugurata ipotesi che il Presidente del Consiglio pro tempore intendesse procedere alla nomina senza il rispetto delle norme ed esercitando poteri che competono al Consiglio dei Ministri, egli commetterebbe un abuso non privo di sanzioni giurisdizionali, e tale da consentire che contro di esso sia sollevato conflitto di attribuzioni tra i poteri dello Stato.

"Per tutti questi motivi, io sottoscritto Sergio Stanzani, DIFFIDO il Presidente del Consiglio pro tempore On. Ciriaco De Mita, a rispettare le competenze e i poteri rimessi al Governo dalla Costituzione italiana e dall'art.11 del Trattato che istituisce la Commissione Unica della CEE, iscrivendo all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, e rimettendo ad esso, unico organo competente per la designazione, la nomina dei Commissari CEE. Con riserva, in caso d'inottemperanza, di ricorso ad ogni via legale per la tutela dei diritti e degli interessi lesi".

Giunge subito dopo una dichiarazione del Ministro per i rapporti con il Parlamento, on. Sergio Mattarella: il Presidente del Consiglio intende incontrare i responsabili dei Gruppi parlamentari, come consultazione in vista delle nomine.

Antonio Cariglia, Segretario del PSDI, ha incontrato personalmente De Mita. "Mi sono assunto la responsabilità - dice Cariglia - di chiedergli come intende procedere alle nomine. L'On. De Mita mi ha risposto che la legge affida a lui la responsabilità di fare le designazioni. Ho sostenuto allora che, come Presidente di un Governo di coalizione, deve tener conto delle valutazioni di ogni singolo partito, e ho protestato perché mi è parso di capire che De Mita non intenda sottoporre questa sua decisione ad una valutazione congiunta, ed intenda invece ricavarla da contatti con singoli rappresentanti dei partiti. La mia protesta è stata ferma e decisa, senza con questo voler disconoscere il diritto dei due maggiori partiti della coalizione di fare le loro indicazioni. Ma farle al di fuori di una riunione della maggioranza mi pare grave, e il Presidente del Consiglio non avrebbe, a mio avviso, dovuto assumerla". Ma nel "piatto" politico c'è anche la ventilata riforma elettorale in vista delle elezioni europee. Dice ancora Cariglia: "La proposta, sostenuta soprattutto dal PSI, di collegio unico nazionale vede la nostra più ferma opposizione, perché garantirebbe un indebito potere d'ingerenza alle segreterie dei partiti nella determinazione degli eletti, inficiando le scelte degli elettori. e poi, non si possono cambiare le regole a pochi mesi dalle elezioni. Per fare l'Europa - conclude Cariglia - ci vuole competenza e un grande entusiasmo, e Pannella ha senza dubbio queste qualità. Fino ad oggi la presenza italiana a Bruxelles non è stata molto viva, abbiamo dato l'impressione di essere un po' ai margini della Commissione. Non prendere in considerazione una candidatura come quella di Pannella, un uomo che si è battuto a lungo e bene per l'unità europea e per la democrazia, sarebbe molto grave".

Pietro Folena, segretario della FGCI, intervistato da Radio radicale mentre guida alcune migliaia di studenti medi in un corteo di protesta per le proposte di nuove leggi sulla droga ("a spinellare sotto Montecitorio", scriveranno alcuni giornali) dice: "Sono convinto che la nomina di Marco Pannella sarebbe una scelta di grande rilievo,non solo per la battaglia sulle droghe, ma per quello che ha significato sull'intera questione dei diritti civili. Ci possono essere stati momenti di contrasto fra noi e Pannella o il Partito radicale, negli anni passati, ma credo che oggi Marco Pannella sia un portavoce molto riconosciuto, e le adesioni che ha ricevuto lo dimostrano, di una volontà del paese di far avanzare fino in fondo valori di vita, valori di libertà, valori positivi, contro chi vuole invece portare valori negativi. Non so come risponderà Achille Occhetto all'appello di Pannella al PCI, ma dò un giudizio positivo su questa candidatura. Certo: c'erano anche altre candidature della sinistra, ma credo che questa possa essere molto rappresentativa di un movimento vasto, non solo delle forze politiche, ma dell'intera società civile".


capitolo precedente capitolo seguente

 



Feedback Form
a cura di Gaetano Dentamaro
© 1988 Pianeta Edizioni ©1998 The New Radikalna Strange

Le Interviste per Strada di Gaetano Dentamaro

Il blog delle Interviste per Strada, notizie, attualità, politica, cultura, opinioni della gente in presa diretta dalle strade di Roma e d'Italia. "Insostituibili, indispensabili... perché ...l’Italia che viene fuori dal microfono zingaro, un po’ sornione, ma leale, di Dentamaro, ce l’abbiamo e ce la dobbiamo tenere." (Sergio Saviane)