PERDO&STRAVINCO
la candidatura di Marco Pannella a Commissario CEE:
com'è nata, quanto è cresciuta, perché non è stata accolta

a cura di
Gaetano Dentamaro

© 1988 Pianeta Edizioni ©1998 The New Radikalna Strange

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l'ombra del commissario, V

13 novembre: aux armes, citoyens...

Radio radicale, ore 10, Aurelio Aversa introduce in studio Sergio Stanzani, inatteso conduttore del "Filo diretto". Ma ci sono delle importanti comunicazioni da fare. "Mi scuso - dice Stanzani - con Massimo (Teodori, ndr) che avrebbe dovuto tenere questa mattina il Filo diretto, perché mi sembra sia il caso veramente di dialogare tra noi, pubblicamente, utilizzando il più importante mezzo di diffusione di cui ancora il Partito radicale dispone, cioè Radio radicale, di guardarci negli occhi e di dirci con grande franchezza qual è la situazione in cui il Partito si trova. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è il fatto che si è verificato ieri. Il segretario del Partito radicale, per decisione del partito, ha preso parte, dal primo minuto all'ultimo, alla manifestazione dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, contro l'ingiustizia fiscale. Ora, posso sbagliare, ma mi pare che non siano state tanto frequenti le occasioni in cui il Partito radicale, in maniera così significativa, abbia aderito ad una manifestazione dei sindacati. E il fatto che io sia stato l'unico segretario di partito presente dal primo minuto all'ultimo alla manifestazione - l'unico altro che abbia manifestato apertamente ieri mattina è stato il segretario del PCI Achille Occhetto, che per un certo tratto iniziale della marcia ha camminato insieme ai segretari sindacali - ‚, a mio giudizio, un fatto rilevante, ma di questo né giornali né televisione han dato notizia. Dunque è incontestabile che nessuno sa o può sapere della nostra presenza di ieri. Non è questo certamente il caso più eclatante di censura o di eliminazione, nei confronti del Partito radicale; ma noi oggi siamo stati "fatti fuori": nonostante la manifestazione abbia impegnato tutti gli organi d'informazione addirittura con la diretta sulla terza rete tv, nessuno sa della presenza radicale. Questo vuol dire che il sistema d'informazione, in Italia, sia pubblico che privato, persegue un obiettivo molto chiaro, quello di cancellare dalla scena politica italiana i radicali. Noi non possiamo fare a meno di prendere atto di questo: il Partito radicale deve operare e vivere in questo contesto. Ma oggi mi pare ancora più grave questa situazione, di fronte al silenzio che da parte di alcune forze di governo, e in particolare dai compagni socialisti, si cerca di imporre sulla candidatura di Marco Pannella a Commissario CEE. Noi non pretendiamo, né abbiamo mai preteso che gli altri dicano di sì; ma dobbiamo registrare che questa candidatura ha sollevato un'ampiezza di consensi molto maggiore di quel che si poteva an - che legittimamente prevedere. (...) Oltre all'appoggio delle forze politiche, con toni e modi diversi, già oltre cento personalità della cultura, del mondo intellettuale italiano hanno sottoscritto l'appello. La candidatura di Marco Pannella è un tema sul quale si dovrebbe aprire un grande dibattito, ed è un obbligo, quasi un dovere, che oggi si prenda posizione; soprattutto da parte di chi non ‚, invece, d'accordo. Il Partito radicale ha ormai preso la decisione di diventare sempre più transpartitico, e partito transnazionale: ha deciso di giocare le sue carte per rendere evidente che l'ambito nazionale rischia di precludere, nei prossimi anni, lo sviluppo democratico o il consolidamento della democrazia in Europa e nel mondo: prendendo questa decisione, afferma di non essere più forza concorrenziale, sul piano elettorale, con le altre forze politiche nazionali. Riteniamo che si debba percorrere un'altra strada, transpartitica, alla quale cioè chiamiamo compagni e amici di tutti gli altri partiti nazionali. (...) siamo il primo partito nella storia dell'umanità che si pone il traguardo di essere partito al di sopra dei confini dei confini nazionali. È una scelta chiara ed importante (...). Il centro della nostra iniziativa politica è perciò l'Europa; gli Stati Uniti d'Europa. (...).

"Siamo censurati. Gli iscritti radicali, i simpatizzanti si rendono conto di q uesto. La situazione si sta chiudendo sul partito radicale. A un mese di distanza dalle nostre dimissioni, e dopo il Consiglio federale di Gerusalemme, dove le ritirammo, si è di nuovo verificata la medesima situazione: nei due giorni scorsi, non una sola iscrizione è arrivata a Torre Argentina. (...). Eppure, se l'informazione fosse veritiera, questa situazione sarebbe, a mio giudizio, rovesciata. Pensate al dibattito sulla droga. (...). Ma dunque è ai radicali, di impegnarsi per conquistare informazione, democrazia, diritto e verità. Io sono qui questa mattina ad aprire questo filo diretto perché nasca il dibattito, perché cresca l'attenzione e la partecipazione della gente, perché si schierino le forze politiche. Io credo che la candidatura di Pannella s'imponga, per la sua storia stessa. Pochi altri paesi europei possono annoverare un cittadino che ha la competenza e le qualità necessarie a ricoprire quest'incarico, come le ha Marco Pannella. Chiedo a chi ci ascolta di far sentire la propria voce, favorevole o contraria che essa sia a questa mia, a questa nostra opinione, telefonando a questo filo diretto, ponendo domande, ma ancor più scrivendo telegrammi al Presidente del Consiglio, al segretario del PSI; e chiedo a voi di iscrivervi al Partito radicale, di sostenere sin d'ora l'iniziativa politica radicale (...).

I telefoni squillano incessantemente. Diversi ascoltatori comunicano che il loro testo è stato firmato anche dal centralinista del 186. È cominciato un grande e inedito gioco democratico. Il primo obiettivo è conquistare il tempo per giocare, bisogna fare in modo che i minuti non passino invano. Ogni ora, René Andreani arriva in studio con "gli aggiornamenti". Nomi e risultati della campagna scandiscono di ora in ora il tempo politico di Radio radicale: "conoscere per deliberare"; o anche, più poeticamente, "dividere il pane della conoscenza". Chissà a quale particolare impulso, risponderà, se mai risponderà, quell'ascoltatore tra migliaia, finora passivo, appagato fruitore del messaggio instancabile e inesauribile della voce di "radio Londra", "radio parolaccia", "radio parlamento": radio Italia, insomma, Radio radicale?

Radio radicale è uno strumento potente: trasmettittori e ponti radio si reggono per la loro stessa buona volontà democratica, a quanto pare; in alcune zone non si sente più da tempo e non c'è soldi per ripararla; qualcuno magari la capta portata dal vento."Dobbiamo essere goebbelsiani", proclama Dentamaro, e si chiude in regia a confezionare spots e appelli registrati.

Ci sono, a memoria, due testimonianze molto importanti, care ai radicali, e vale la pena di riascoltarle. Una è dall'intervento che Altiero Spinelli tenne al 31 Congresso del Partito radicale, il 31 ottobre 1986. Due minuti e cinque secondi, compresi gli applausi: "Cari amici del Partito radicale, nella difficile azione che il Parlamento Europeo sta conducendo per ottenere una riforma seria della Comunità europea, Marco Pannella si è impegnato in prima linea e con chiarezza. Voglio pensare che il Partito radicale approvi questa azione del suo leader, e si proponga di seguire il suo esempio".

L'altra è di Carlo Ripa di Meana: il Commissario CEE uscente, che il PSI impone come contrapposto alla candidatura Pannella. Ripa di Meana, socialista e radicale, doppia tessera, interveniva al 33 Congresso radicale, il 27 febbraio 1987: appena qualche settimana dopo la scongiurata chiusura del Pr. A introdurlo è la Presidente di turno, Emma Bonino: "Con Carlo - dice Emma - condividiamo solitudini, frustrazioni, e alcuni successi, pochi, a Bruxelles; forse lui di più, ma speriamo che vada meglio anche con il suo apporto, nei prossimi tempi". Ed ecco cosa disse Ripa: "Sono qui innanzi tutto per rendere una testimonianza. Sono ad oggi quasi otto anni di lavoro nelle istituzioni comunitarie: il Parlamento europeo e la Commissione esecutiva. La mia testimonianza è il riconoscimento che, nel panorama di disinteresse generalizzato dei partiti nazionali e nel grottesco dei simulacri europeisti dei gruppi politici, spicca la coerenza, la combattività e la fedeltà agli ideali europeisti della pattuglia radicale: dei suoi parlamentari, dei suoi rappresentanti politici e dei suoi semplici militanti. E la mia testimonianza si completa con il ricordo molto forte di una visita di Altiero Spinelli, all'inizio dell'inverno del 1986, lì, al Berlaymont di Bruxelles, nella mia stanza, insieme a Virgilio Dastoli, a Gianfranco Dell'Alba, a Gerardo Mombelli, e a Marco Pannella. Altiero era venuto per dirmi in modo esplicito che sentiva che le forze lo abbandonavano, ma che avremmo dovuto continuare la battaglia da lui intrapresa tanti anni prima, e che pensava che questa continuità toccasse prima di tutto a Marco Pannella. Marco Pannella, che era lì seduto, non si aspettava questa dichiarazione, né me l'aspettavo io; e da quel giorno, ho sentito molto più forte e vincolante la necessità di stabilire con il Partito radicale un'intesa e una collaborazione (...)".

Ore 23.30. Una voce anziana al telefono chiede di registrare il testo dei telegrammi che ha inviato a De Mita e a Craxi. "Sono Pietro Bucalossi, già Sindaco di Milano. Dò la mia assoluta, completa adesione per la nomina di Marco Pannella ad uno dei due posti di Commissario europeo spettanti all'Italia. Sono sicuro che Marco Pannella sa interpretare in maniera coerente e valida le aspirazioni a questa unità, alle quali ha dato tanto sostegno e tanta coerenza".

14 novembre: martelli contro spinelli

Il buongiorno viene dato, in edicola, dall'intervista di Claudio Martelli al "Messaggero" di Roma, dove il vicesegretario socialista recita il suo mea culpa sulla droga e mena fendenti sulla candidatura di Marco Pannella. "Onorevole Martelli - domanda Mario Stanganelli - la sua ipotesi di una diversa regolamentazione giuridica delle droghe leggere rispetto a quelle pesanti, ha fatto scandalo. È giustificato?". Risponde Martelli: "È uno di quei casi in cui lo scandalo nasce o dall'ignoranza o dall'ipocrisia. L'ignoranza è scusabile, l'ipocrisia no. (...). Io mi sono limitato a proporre un diverso regime, un diverso trattamento, in definitiva una diversa risposta dello Stato ai due tipi di droga". "Ma nel PSI - insiste il giornalista - , siete tutti d'accordo su questa linea?". "Credo che su questo ci sia l'unanimità nel mio partito, e molto al di là del PSI (...). Con ciò, io non ho mai proposto la legalizzazione. In realtà è accaduto a me quel che è capitato anche a Craxi di ritorno dall'America, quando le sue affermazioni per rafforzare la lotta alla droga anche sul lato della domanda sono state interpretate come un'improvvisa conversione repressiva e forcaiola. Io mi sono limitato a proporre una diversa gradazione di divieti e di sanzioni tra droghe leggere e droghe pesanti, e mi hanno fatto dire che volevo liberalizzare hashish e marijuana".

Come si vede, Martelli non dice; "gli fanno dire". Ma andiamo avanti, ora Martelli parla dei rapporti PSI - Pr: "certo, non sono floridi in questa fase. Tutto cominciò con la richiesta di Pannella di veder sostenuto il suo ingresso nel governo De Mita. Noi eravamo perplessi non tanto sulla richiesta, quanto sulla possibilità che avesse un esito positivo. Fummo facili profeti perché ci trovammo subito di fronte a uno sbarramento della DC e, soprattutto del PRI". "Oggi - nota subito il giornalista - gli atteggiamenti sono rovesciati. Il PRI sostiene Pannella, mentre il PSI tace ostinatamente...". "È vero, e si comprende il perché - risponde Claudio Martelli - , la sola bussola dell'onorevole La Malfa è l'antisocialismo. Se Pannella è amico dei socialisti, bisogna impedirgli di andare al governo. Se invece Pannella dà addosso ai socialisti, lo candida al governo della Commissione CEE". Sì, buonasera! È come sbottare che le Poste non funzionano e sentirsi rispondere che neanche le Ferrovie, i telefoni, gli autobus..."Sì, ma i socialisti - s'accanisce infatti Stanganelli - Pannella lo vogliono o no? Lei sembra affrontare l'argomento malvolentieri, perché finalmente non dà una risposta ai radicali?".

"Ne parlo malvolentieri perché più se ne parla e più si corre il rischio di allargare incomprensioni e ostilità. Ma come possono i radicali prima sviluppare una campagna contro Craxi di un anno e poi chiedere che si facciano da parte, che rinuncino ad una loro indicazione su una responsabilità europea per far posto a Pannella? Visto che hanno ottenuto solidarietà a destra e a manca, soprattutto quelle che non costano nulla, perché non chiedono alla DC di rinunciare al loro candidato? Poi, francamente, non vedo una giustificazione di governo per affidare una responsabilità di questa natura a Pannella: non ha esperienza alcuna di istituzioni di governo. Senza voler sminuire la sua personalità, mi sembra più un uomo di movimento che di governo".


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Le Interviste per Strada di Gaetano Dentamaro

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