ProgettoRadicali3000: Obiettivi nell'Evoluzione della Specie Umana

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Per la sanità, la salute, la vita dell'Homo Sapiens (argentino, italiano, canadese, pakistano, nigeriano...)

L'Ingegnoso Piano di Combattimento Elaborato da un Fante e da un Caporale

ProgettoRadicali3000: Obiettivi nell'Evoluzione della Specie Umana

"Siamo chiari. Il pianeta non è in pericolo. Noi siamo in pericolo. Non abbiamo il potere di distruggere il pianeta: o di salvarlo. Ma abbiamo il potere di salvare noi stessi".

(M. Crichton, Jurassic Park)

Buongiorno a tutti. Scriviamo queste righe dal fronte di una guerra che non viene più dichiarata, ma proseguita... Di questa guerra siamo soldati, non più che un fante e un caporale; non possiamo non esserlo, anche se ne faremmo volentieri a meno. Evolution Non possiamo arrenderci: anzi, vogliamo andare all'attacco, estendere il perimetro della nostra difesa, della sopravvivenza nostra, dei nostri fratelli, sorelle, figli e nipoti, della specie homo sapiens -- se è concessa l'espressione (a Roma si direbbe: "Sapiens? Ma de che?").
Drôle de guerre! Semplice dire per cosa combattiamo, difficile sapere contro chi o contro cosa si combatte... o forse no: combattiamo contro l'astuzia dell'Homo Abilis che approfitta dell'ignoranza della Homo Insipiens...
Per risolvere i problemi mondiali, "occorre un governo mondiale, che vagli tutte le idee con spirito libero e democratico". Correva l'anno 1968: il "Rapporto" commissionato dall'Accademia Sovietica delle Scienze all'illustre fisico Andrej Sacharov giungeva a questa semplice conclusione. Naturalmente il governo sovietico si regolò di conseguenza...
"Se gli uomini e le donne, se le genti sapranno, se saranno informate, noi non dubitiamo che il futuro possa essere diverso da quello che incombe e sembra segnato per ciascuno di noi; ma solo in questo caso". Siamo nel 1981 e 54 Premi Nobel (sarebbero poi, negli anni, divenuti 108 e più, la quasi totalità dei Premi Nobel viventi) si appellavano con queste parole "ai poteri che ci hanno voluto così onorare, con il riconoscimento del quale siamo stati insigniti" affinché si scongiurasse l'Olocausto per fame, per sete, per guerra, per malattia, lo sterminio di milioni di persone, anno dopo anno.
Fino a quando dovremo sopportare che i "rapporti globali" degli scienziati diventino muffa negli archivi delle Organizzazioni internazionali? Fino a quando sopporteremo questa situazione, che Marco Pannella ha definito "il divorzio tra scienza e potere"? Sacharov, e i suoi colleghi di oggi e di ieri, certo dispongono di conoscenze e informazioni incomparabili con quelle di cui dispone il cittadino medio. Ma oggi l'informazione non è alla portata di tutti? Non viviamo immersi nel mondo dell'informazione?


Dov'è la vita che abbiamo perso vivendo?
Dov'è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza?
Dov'è la conoscenza che abbiamo perso nell'informazione?

(T.S. Eliot)

Molte, apparentemente troppe, cose debbono cambiare perché questa guerra possa essere vinta. I filosofi della scienza direbbero che è necessaria una "rivoluzione di paradigma": l'umanità deve operare una trasformazione radicale della sua visione e comprensione del mondo in cui vive. Questo è accaduto quando ci si è resi conto che la terra non era piatta e non era al centro dell'Universo. E' accaduto di nuovo con l'affermarsi delle teorie evoluzioniste darwiniane. Quando una "visione del mondo" impone di accettare troppe "eccezioni", si evolve fino al punto in cui è necessario rifondarla completamente: ecco la "rivoluzione".
Il problema non è più solo scientifico. Affinché questa "rivoluzione" si realizzi, crediamo che il nostro compito sia quello di dare spazio alla ricerca del maggior numero possibile di "anomalie", di affrontarne lo studio con spirito libero e democratico, di consentire al maggior numero di persone di comprenderle, perch? ciascuno possa apportare il contributo di una proposta, di una soluzione.
In queste pagine, segnaliamo alcuni dei problemi e delle "anomalie" che ci stanno più a cuore. Fatti e situazioni che evidenziano con chiarezza la necessità, per la specie umana, di darsi un "sistema nervoso centrale", cioè di affermare una nuova visione del mondo, di sviluppare, con l'espandersi dei livelli individuali di consapevolezza, anche una coscienza superiore della specie, del vivere collettivo. Si tratta, dunque, di elevare il livello di informazione (e quindi, poi, di consapevolezza e di conoscenza: ma prima l'informazione) non di un Sacharov, di un individuo ogni cento milioni; ma il livello medio del cittadino medio, e quindi anche quello del "sovrano" medio, quel sovrano che in un sistema democratico è, almeno in teoria, il popolo.
Abbiamo messo insieme queste pagine come un promemoria, un contributo che speriamo utile a tutti.
Grazie per l'attenzione e buon lavoro.