IRAQ LIBERO: Emma Bonino all'Europarlamento
Emma Bonino:
"Signor presidente, colleghi, credo che ci sia una sola persona in questi giorni, nel chiuso dei suoi 13 palazzi contenta e che si senta rafforzata: Saddam Hussein. Non so se il suo genio malefico o la nostra, vostra stupidit? ? riuscito a rendere evidente la crisi europea, quella della Nato e speriamo non quella dell'ONU
"L'alternativa alla guerra non ? lo 'status quo' di un regime sanguinario e dittatoriale chiamato da molti di voi 'pace'. L'alternativa ? la politica e sta alla politica staboilire quale pace a quali condizioni con quali regole. Qui, per?, idee politiche non sono venute, tranne qualche banalit?".
"Piaccia o non piaccia a questa supponente camera, l'unica proposta politica sul tappeto ? quella di "Iraq libero e democratico" con un governo provvisorio sotto l'egida delle Nazioni Unite che prepari la transizione democratica per l'Iraq e gli Iracheni".
"Voi non sapete che biascicare la parola 'pace'. Ma che vuol dire 'pace'? 'Pace' per chi? Per gli iraqueni oppressi? Voi sfilerete a milioni e sarete venduti all'opinione pubblica araba come manifestanti pro-Saddam".
"La proposta "Iraq Libero", invece, avrebbe tolto forza alle retoriche contrapposte e fornito una posizione di forza tale da rendere la scelta della sua fuoriuscita sicuramente interessante per Saddam stesso".
"Mi auguro che al Consiglio europeo questa proposta - firmata ormai da migliaia di persone - sia accolta come punto di sintesi e come soluzione che vi permetta di ritrovare un p? di dignit?".
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Re: IRAQ LIBERO: Emma Bonino all'Europarlamento
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COMUNICATO SU: IRAK LIBERO, MANIFESTAZIONE A RIVOTORTO D'ASSISI, AZIONE NONVIOLENTA SU INDULTO
Roma, 14 febbraio 2003
Crescono le adesioni e le consapevolezze della straordinaria importanza, anche per ricreare l?unit? europea, nella Nato, e per una posizione unitaria in Consiglio di Sicurezza che rispetti l?assolut? priorit? non solamente del disarmo (SECONDO TUTTI, da realizzare) ma anche del passaggio al regime democratico e alla libert? per l?Irak e gli irakeni, del progetto-proposta la cui conoscenza ha continuato ad essere totalmente impedita al popolo italiano dal sistema radio-televisivo, in primo luogo dal servizio pubblico della Rai-Tv.
Su questo, il Partito Radicale Transnazionale adir? a tutte le istanze comunitarie ed internazionali per violazione di diritti umani e politici fondamentali ai danni della legalit? e della democrazia in Italia.
Da ogni parte, dagli oltre 250 Parlamentari che hanno sottoscritto assieme ai 5 Senatori a Vita la proposta, giunge la disponibilit? a presentare una risoluzione che impegni e sostenga il Governo italiano, se questo impegno confermer? a farlo pervenire al Consiglio di Sicurezza di marted? prossimo.
Fra le nuove adesioni che giungono, malgrado l?ostracismo della Rai-Tv ed il silenzio di Radio Radicale, anche quelle del Presidente della Regione Sicilia, i Deputati Ciriaco De Mita, Carla Castellani oltre all?ex Sottosegretario Umberto Ranieri.
Tranne il TG5 alle ore 8, ? stato da tutti impedito a tutti di apprendere dell?appuntamento per manifestare a favore dell?Irak Libero al cimitero di guerra anlo-americano di Rivotorto di Assisi, domani alle 10, nel luogo cio? dove riposano coloro che dettero la vita per l?Italia libera, la Germania libera, l?Europa libera.
I Telegiornali delle ore 13, sono gli unici che possono tempestivamente, almeno fingere, di informare.
INTANTO, COME CORVI, PRECIPITANDOSI SUL CADAVERE DELLA DECENZA CIVILE E DELLA DIGNITA? PARLAMENTARE, GIORNALI ANNUNCIANO LA SEPOLTURA DEL PROGETTO DI INDULTO O DI INDULTINO CHE SIA, MENTRE CONTINUA LA MIRABILE LOTTA NONVIOLENTA E LO SCIOPERO DELLA FAME, GIUNTO ALL?11? GIORNO, DI RADICALI ITALIANI, DEL SEGRETARIO DANIELE CAPEZZONE, RITA BERNARDINI E SERGIO D?ELIA.
Sono bastati due giorni di silenzio di Radio Radicale perch? il peggio fosse riproposto e ci si illudesse di potere impunemente imporlo. Da domani anche Marco Pannella si associer? a questo sciopero della fame.
Re: IRAQ LIBERO: Emma Bonino all'Europarlamento
IRAQ:INTERVENTO DI GIANFRANCO DELL'ALBA AL DIBATTITO CON IL PRIMO MINISTRO GRECO SULLE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO
Bruxelles 19 febbraio 2003
A nome dei deputati Radicali al Parlamento europeo desidero congratularmi con Lei, con la Presidenza greca, per l'iniziativa di convocare un Vertice straordinario, per aver invitato Kofi Annan e per esser riusciti a fare adottare una posizione comune, fatto tutt'altro che scontato, che ha il merito di denunciare chiaramente che il problema della crisi irachena si chiama, comunque, Saddam Hussein - e sono molti che spesso se ne dimenticano, magari animati dalle migliori intenzioni - che il problema ? il rispetto da parte del regime iracheno degli impegni assunti in materia di disarmo, per aver definito l'uso della forza l' "ultima risorsa", senza pero' che nessuno dei 15 l'abbia esclusa a priori, per avere infine indicato chiaramente la responsabilit? e il ruolo centrale dell'ONU, ed in particolare del Consiglio di Sicurezza.
Alla fine della dichiarazione di ieri il Consiglio Europeo ha ricordto l'impegno dell'U.E per ottenere il disarmo dell'Iraq, la pace e la stabilit? della regione e un avvenire decente per tutti i popoli che vi vivono.
Noi avremmo preferito un riferimento e un impegno preciso per la libert?, la democrazia ed i diritti fondamentali per le irachene e gli iracheni sottoposti da pi? di 20 anni a una dittatura tra le pi? feroci della storia.
Da questo punto di vista, Signor Presidente, crediamo che il ruolo dell'ONU sia vitale e cruciale, nell'eventualit? molto probabile che il regime non ottemperi ai suoi impegni, sul "dopo" Saddam Hussein, e da questo punto di vista, con le migliaia e migliaia di personalit? e cittadini di pi? di 120 paesi che hanno sottoscritto la proposta lanciata da Marco Pannella. Noi auspichiamo che l'Unione lavori perch? sia istituita una amministrazione fiduciaria dell'ONU in Iraq, unico modo di assicurare il riscatto degli iracheni ed i valori universali, sui quali si fondano le ragioni del nostro stare insieme.
Re: IRAQ LIBERO: Emma Bonino all'Europarlamento
BONINO: ?LE PIAZZE PACIFISTE? FANNO IL GIOCO DI SADDAM?
Articolo pubblicato in prima pagina su ?L?Opinione? del 18 febbraio 2003
Ecco perch? sabato, invece di marciare a Roma, i radicali hanno visitato il cimitero anglo-americano di Assisi
Lontano dal chiasso delle manifestazioni pacifiste, dal carosello mediatico e dalla calorosa accoglienza riservata a Tarq Aziz, poche centinaia di persone, silenziose e munite di bandiere americane, israeliane e britanniche, hanno raccolto l?invito dei radicali e si sono raccolte ad Assisi, presso il cimitero di guerra inglese. Benedetto Della Vedova, europarlamentare radicale spiega: ?Riflettiamo su alcuni dati di fatto storici, sugli interventi che gli Stati Uniti hanno fatto. A partire (siamo in un cimitero inglese) dalla liberazione degli italiani e dei tedeschi e, pi? vicino a noi, agli interventi in Bosnia, Kosovo e Afghanistan. Interventi, questi, che non sono dettati da una logica imperialista, ma sono interventi di una potenza che vuole esercitare il suo peso politico e, se necessario, anche militare, per affermare condizioni di vita improntate, almeno un minimo, alla libert? e al rispetto del diritto, laddove libert? e diritto erano conculcati.? Per quanto riguarda la politica di chiusura agli Usa di Francia e Germania, Della Vedova ? sicuro che si tratti di un gravissimo errore: ?Non c?? dubbio che l?Europa debba mantenere una dialettica al proprio interno e una dialettica con gli Stati Uniti. Ma non ci deve essere il minimo dubbio sulla scelta della parte con cui stare. Se l?idea di Francia e Germania ? quella di costruire un polo alternativo, credo che questo sia un errore devastante per il futuro dell?Europa.?
?Le piazze pacifiste saranno vendute da Al Jazeera, nel mondo arabo, come manifestazioni anti-americane e pro Saddam?. Sostiene Emma Bonino, anima dei Radicali e di questa manifestazione: ?Il nostro silenzio qua, in qualche modo la nostra testimonianza di lotta, vuole essere il segno opposto: ? il segno del sostegno alle democrazie. E? il segno dell?appoggio all?impegno per un Iraq libero e democratico, l?inizio, speriamo, di un?epidemia democratica in tutto il Medio Oriente e in tutto il mondo arabo:?
La prospettiva di una nuova guerra nel Golfo suscita dubbi e paranoie, che ci vengono proposti, ogni giorno, dalla quasi totalit? dei media. Sono soprattutto i presagi oscuri di un dopo-guerra catastrofico, oltre che un radicato pregiudizio anti-americano, a spingere in piazza milioni di persone. La prima di queste paranoie ? che rimuovere Saddam Hussein dal potere scoperchierebbe il ?vaso di Pandora? delle tensioni etniche e religiose in Iraq. Chiediamo, direttamente, a Emma Bonino il suo parere in merito.
La rimozione di Saddam Hussein pu? essere pericolosa per il mantenimento dell?equilibrio in quella tormentata regione?
Ma dipende di quale equilibrio parliamo. Se stiamo parlando di un equilibrio del terrore, pu? darsi, anzi si spera, che lo metta in discussione. E parlando di vasi di Pandora, se da l? si potesse cominciare a scoperchiare tutta una serie di dittature, pi? o meno utili (dipende dai fini che ci si da)? beh: allora ben venga. Ed ? quello che sperano i democratici dei paesi arabi, che stanno conducendo una vita molto difficile e i democratici irakeni della diaspora o rimasti in patria. Vede, io sono convinta che, al di l? delle armi di distruzione di massa, ? il regime irakeno una minaccia alla sicurezza, intanto del suo stesso popolo. E poi dei paesi vicini: credo che lo ricordino bene, soprattutto gli Iraniani e gli abitanti del Kuwait. Se dall?Iraq dovesse partire un contagio democratico degli altri paesi, questo ? quello che renderebbe veramente tutti pi? sicuri. A partire dai 200 milioni di abitanti dei paesi arabi.
A questo proposito: un?obiezione soprattutto diffusa fra i cattolici consiste nel dire che un?eventuale guerra contro l?Iraq come di un?umiliazione per un miliardo e mezzo di musulmani?
Pu? darsi che una guerra metta in discussione l?establishment del mondo arabo, ma credo che i cittadini di quel mondo siano esattamente come noi. Nel senso che il diritto alla libert? e la democrazia non ? un lusso dei Paesi occidentali, ma ? un?aspirazione dell?essere umano. E? vero che, per anni, abbiamo, per la stabilit?, sostenuto delle dittature arabe che sono state ? come si dice? ? gli ?amici? dell?Occidente ?forse dovremmo imparare a non ripetere gli errori del passato, a non innamorarci dell?uomo forte e della soluzione rapida e a prestare un po? pi? di attenzione alle istituzioni democratiche forti alla loro costruzione.
E un?altra obiezione costante all?eventualit? di una guerra ? che si tratti di una ?guerra del petrolio?, cosa che, ormai, ? diventato un luogo comune?
Senza ipocrisie: il petrolio ? sicuramente uno degli elementi in questione, ma lo ? per tutti. Lo ? per i Francesi, lo ? per i Russi?cio?, ognuno ha i suoi ?interessi?. E io credo che questi interessi siano meglio salvaguardati con la democrazia, con lo sviluppo del popolo irakeno, con uno sviluppo democratico, ancorch? difficile, che non preservando questa violenta e crudele dittatura.
STAFANO MAGNI