Disinnescare la Bomba Demografica. L'anomalia "Politiche demografiche"

  • The selected file /tmp/fileFqE0sm could not be uploaded, because the destination files/js/js_9f99f5d201288c30925dc9cb3c4033cb.js is not properly configured.
  • The selected file /tmp/fileW1V3Bc could not be uploaded, because the destination files/js/js_44fff79d9d7cf93089316a2bfc3a5bff.js is not properly configured.
  • The selected file /tmp/fileLcVEL2 could not be uploaded, because the destination files//js/js_44fff79d9d7cf93089316a2bfc3a5bff.jsmin.js.gz is not properly configured.
  • The selected file /tmp/filefAvwVS could not be uploaded, because the destination files/js/js_44fff79d9d7cf93089316a2bfc3a5bff.jsmin.js is not properly configured.

L'anomalia "Politiche demografiche"




Disinnescare la bomba demografica.
L'anomalia "Politiche demografiche"

" Il più efficace metodo anticoncenzionale? il raggiungimento di uno standard minimo di vita ".
Ervin Laszlo, Quinto Rapporto al Club di Roma


Secondo le stime dell'apposito Fondo delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale può crescere fino a 8,9 miliardi entro il 2050. E' la stima media; potremmo arrivare, nella peggiore delle ipotesi, a 11 miliardi, nella migliore a 7,3. La differenza tra le due stime, 3, 4 miliardi, equivale all'intera popolazione mondiale nel 1966.

Nel 1999, eravamo 6 miliardi, con un incremento annuo di 78 milioni di unit?.
Il tasso di crescita è in calo: oggi è dell'1,33%. Se la previsione mediana si riveler? quella esatta, l'incremento annuale passerà a 64 milioni entro il 2020-2025, e scender? drasticamente a 33 milioni all'anno entro il 2045-2050 (fonte:UNFPA, THE STATE OF WORLD POPULATION 1999, website).


Nel "Rapporto 1999 sullo Stato della Popolazione Mondiale" si evidenzia come il rallentamento della crescita demografica non è un caso, un fenomeno automatico né obbligatorio. La crescita potrebbe riprendere la corsa spaventosa del passato.

E' un bel problema, tutto politico, sociale, culturale, religioso. Se l'umanità si d? come obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone, di assicurare a tutti e a ciascuno sicurezza alimentare, sanità, ecc; se insomma non si accetta più come valida la logica della "guerra sola igiene del mondo", dello sterminio per fame e per malattia, allora il surplus demografico diventa un problema: ci saranno più bocche da sfamare, più bambini e bambine che, diventando grandi, a loro volta produrranno altre bocche ecc..

Ma il problema, stranamente, non sta l?.

Lo sviluppo è la miglior pillola
"I paesi in via di sviluppo stanno ormai acquistando coscienza delle grandi difficoltà causate dal loro rapido aumento della popolazione. Con il raddoppio di quest'ultima, si triplica la loro forza lavoro, e se lo sviluppo non si metterà al passo con l'ingresso sul mercato del lavoro di questo alto numero di giovani, le masse sempre più numerose di disoccupati e di gente in condizioni di vita disagiate creeranno problemi insolubili non solo per quegli stessi paesi, ma per la comunità mondiale in generale.

Si deve tuttavia aver fiducia nella capacità della gente di rispondere adeguatamente ai problemi una volta che è arrivata a vederne l'esistenza. La maggior parte delle popolazioni del mondo in via di sviluppo, nonostante le loro tradizioni culturali in genere incoraggino la formazione di grandi famiglie, mostra una volontà sorprendente di far uso dei metodi di pianificazione familiare. Chi è riuscito a districarsi dalla schiavitù di una miseria assoluta non vuole ritornare indietro, mantenendo una famiglia numerosa. Lo sviluppo è la miglior pillola, come va ripetendo chi perora la causa dei paesi in via di sviluppo. Ma la pillola deve venir integrata dall'istruzione e dalla creazione di programmi illuminati per la pianificazione familiare.

E' degno di nota il fatto che la fecondità tende ad abbassarsi quando il reddito medio pro-capite di una popolazione raggiunge l'equivalente di circa 1000 dollari all'anno (1978), cifra che tuttavia non presenta alcuna caratteristica magica: nei paesi con un sistema previdenziale altamente sviluppato (per lo più i paesi socialisti) il tasso di fecondità scende assai prima del raggiungimento di questo livello di reddito. La garanzia di uno standard minimo di vita sembra essere la migliore pillola del mondo, tuttavia un'approccio equilibrato al problema demografico deve includere l'istruzione e l'occupazione oltre alla sicurezza del cibo e della casa. Gli elementi fondamentali sono: un modello appropriato di sviluppo, la garanzia di un livello minimo di esistenza e almeno la minima forma indispensabile di istruzione. Da questi elementi di base può conseguire un progresso nell'occupazione, associato a un progresso della condizione sanitaria e al raggiungimento di livelli più elevati di qualificazione professionale. Una popolazione meglio nutrita, più istruita, e con una miglior situazione occupazionale fruisce di un maggior senso di sicurezza e desidera famiglie di dimensioni più ridotte: se si metteranno a disposizione sistemi per il controllo delle nascite, nasceranno meno bambini" (Ervin Laszlo, Quinto Rapporto al Club di Roma, 1977, p.176).

E adesso, le cattive notizie:

"L'aiuto internazionale allo sviluppo è crollato da circa 61 miliardi di dollari nel 1992 a 48 miliardi di dollari nel 1997. I programmi di assistenza demografica assorbono più fondi che nel passato (dall' 1,3% al 3,1%) ma si tratta di una fetta più grossa di una torta più piccola, comunque largamente inferiore. (...) Per il futuro, la sicurezza alimentare sarà un fattore critico. Per esempio, nutrire adeguatamente una popolazione di 8,9 miliardi richiederebbe quasi il doppio delle calorie consumate oggi. L'accesso alle risorse idriche sarebbe parimenti problematico.

Sin dal 1987, quando si raggiunsero i 5 miliardi, è divenuto evidente che modelli di consumo sbilanciati e spreconi, insieme con l'aumento della popolazione, hanno profondamente influenzato il clima globale. Nel 1992, la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo ha riconosciuto che fattori demografici, livelli di reddito, tecnologie produttive e modelli di consumo sono tutti fattori che influenzano le prospettive ambientali. Il riscaldamento graduale dell'atmosfera della Terra è un fatto: resta ancora da capire quali ne saranno gli effetti. Cambiamenti su larga scala del clima globale sono possibili in tempi anche molto rapidi, se le tendenze negative cominciano a rinforzarsi reciprocamente". (fonte:UNFPA, THE STATE OF WORLD POPULATION 1999, website).

Un'insufficiente comprensione del problema
Tralasciamo in questa sede di approfondire la questione se gli aiuti ai paesi in via di sviluppo, così come sono attualmente concepiti e realizzati, siano un bene o piuttosto un male.

Ci sembra però che la diminuzione degli aiuti stessi sia un chiaro sintomo dell'insufficiente comprensione del problema da parte del cittadino e dei suoi rappresentanti. Ecco un'altra "anomalia". Che richiederà un cambiamento della visione del mondo. Che sarà una "rivoluzione di paradigma"...