- DEATH PENALTY: HISTORICAL TRIUMPH FOR THE DEFENCE OF HUMAN RIGHTS WORLD-WIDE AGAINST STATE ...
- VIETNAM/ RADICAL PARTY MEPS CONDEMN THE SITUATION OF MONTAGNARD CHRISTIAN REFUGEES
- USA-VIETNAM PRESIDENTIAL SUMMIT: SATURDAY 16 JUNE THE TRANSNATIONAL RADICAL PARTY WILL ...
- Cuba, Radical Party: we acknowledge the putting in probation of the dissident and radical ...
- Very close to accomplish the goal of a UN universal moratorium on death penalty. ...
Radicali Italiani
Ordine della Stella: Senatori Radicali si astengono in polemica con merito legge e metodo di lavoro del Senato. Primo insignito Gheddafi?
Abbiamo deciso di astenerci sul ddl che crea l'Ordine della Stella perche' del tutto non necessario e perche' nelle motivazioni della modifica della legge del 1948 relative alle nuove onorificienze si menzionano acriticamente solo la promozione dei rapporti di amicizia di altri paesi coll'Italia senza porre alcun criterio circa la qualita' dei rapporti bilaterali. La modifica legislativa adottata oggi consente il riconoscimento delle benemerenze anche a "stranieri", sembra quasi una legge fatta ad hoc per insignire l Colonnello Gheddafi col quale Berlusconi, in continuita' con quanto fatto da Dini, D'Alema e Andreotti in passato, ha firmato due anni fa un trattato di "amicizia". E' grave che si privilegino I rapporti tra I governi rispetto al tipo di regime che questi impongono ai loro "cittadini". L'Italia ha buoni, se non ottimi, rapporti colla Libia, la Federazione Russa, la Bielorussia, ma anche relazioni normali colla Birmania e la Corea del nord, paesi dove le liberta' fondamentali vengono negate quitidianamente da decenni.
Abbiamo dedicato la nostra astensione alle vittime dell'uranio impoverito che da anni aspettano giustizia e che, in virtu' di questa legge, potrebbero vedersi insignire solennemente, ma anche esclusivamente, dell'Ordine della stella, senza che le loro leggittime richieste anche di compensazione economica vengano corrisposte dal Governo.
Nella nostra dichiarazione in dissenso dal gruppo del Pd abbiamo infine voluto denunciare come si dia priorita' a disegni di legge inutili come questo piuttosto che dar spazio alle decine di proposte di riforma a costo zero come, per esempio, quelle relative ai tempi dei divorzi che vedono l'Italia in fondo alle classifiche europee per la lunghezza e pei costi che tanto lo stato quanto I cittadini sono costretti a sopportare negli anni (maggiori informazioni su www.divorziobreve.it).
Anche I Senatori Livi Bacci, Agostini e Maria Pia Garavaglia hanno votato in dissenso non partecipando al voto.
Dichiarazione dei Senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Consigliere Regionale Radicale Giuseppe Rossodivita si dimette dalla Commissione Affari Costituzionali e Statutari, causa inoperatività
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Chi è il criminale? Chi denuncia casi di devastazione ambientale o chi inquina? “Colpirne uno per educarne cento”
Maurizio Bolognetti da anni è impegnato a denunciare quelli che lui stesso ha definito “I veleni industriali e politici della Basilicata”. Un frammento, o se volete un capitolo, di quella peste italiana che i radicali hanno descritto in un dossier pubblicato a ridosso delle elezioni Europee del 2009. Paradossalmente, succede che ad essere finito sotto inchiesta dopo l’ennesima denuncia sia stato lo stesso Bolognetti, al quale la Procura di Potenza contesta la violazione del segreto d’ufficio. La colpa? Aver sollevato dubbi sulla qualità delle acque invasate nelle principali dighe lucane che forniscono acqua potabile alla Puglia e aver suffragato i dubbi attraverso analisi commissionate ad un laboratorio privato. Il 26 gennaio, Maurizio Bolognetti e il Ten della Polizia Provinciale Giuseppe Di Bello dovranno comparire davanti al GUP. Una vicenda kafkiana e paradossale che vede trattati da criminali coloro che, onorando la Convenzione di Aarhus, il diritto a conoscere per deliberare e il dettato costituzionale, hanno denunciato potenziali pericoli per la salute umana. L’art. 5 comma c della Convenzione di Aarhus recita: “In caso di minaccia imminente per la salute umana o per l’ambiente, imputabile ad attività umane o dovuta a cause naturali siano diffuse immediatamente e senza indugio tutte le informazioni in possesso delle autorità pubbliche che consentano a chiunque possa esserne colpito di adottare le misure atte a prevenire o limitare i danni derivanti da tale minaccia”.
Tutto questo accade mentre degli esposti indirizzati dallo stesso Bolognetti alla Procura di Potenza su gravi vicende di devastazione ambientale sembra essersi persa ogni traccia. Le procure lucane indagano da due anni sull’inquinamento della falda acquifera del fiume Ofanto, provocato dall’inceneritore Fenice e, per usare un eufemismo, si potrebbe dire che l’inchiesta segna il passo. Da due anni si attendono risposte sulle cause che hanno determinato un duplice sequestro della sorgente Acqua dell’Abete, tributaria dell’invaso della Camastra; da dieci anni si attendono risposte sul sequestro della vasca fosfogessi, ubicata nell’area ex-liquichimica, dove, in base alle ipotesi formulate dagli inquirenti, sono state stoccate decine di migliaia di tonnellate di fanghi industriali e anche fanghi provenienti dalle attività petrolifere. Il 1 marzo 2010 l’abitazione di Maurizio Bolognetti è stata sottoposta a perquisizione domiciliare su disposizione del sostituto procuratore Salvatore Colella. Successivamente, il tenente Di Bello è stato sospeso dal servizio per due mesi e destinato ad altro incarico. Perquisiti, denunciati, perseguiti, dunque, non gli inquinatori, ma chi l’inquinamento ha denunciato. In terra di Basilicata funziona così. La prof.ssa Maria Rita D’Orsogna, docente universitaria presso il Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge, nel commentare la vicenda dalla pagine del suo Blog ha scritto: “I due non hanno nessuna colpa, ai miei occhi almeno, se non quella di aver cercato la verità”. Nelle prossime settimane, per le edizioni Reality Book verrà pubblicato il libro “La Peste Italiana: il caso Lucania. Dossier sui veleni ambientali e politici che stanno uccidendo la Basilicata”. Il libro scritto dallo stesso Bolognetti sarà aperto dalle prefazioni di Carlo Vulpio (Giornalista) e Don Marcello Cozzi (Libera Basilicata).
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Il Dipartimento Ambiente, la Pec, l'anagrafe pubblica delle attività degli eletti e "Mamma Regione"
Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale, Radicali Italiani“Guardi le ho inviato una richiesta a mezzo posta elettronica”. Sono circa le ore 13 di lunedì 24 gennaio e finalmente siedo davanti al dottor Lambiase, dirigente del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata. Questa mattina non tira una buona aria presso il dipartimento e percepisco ostilità e diffidenza. Potrei sbagliare, ma credo che qualcuno se la sia presa a male per la pubblicazione dell’ennesimo documento “Top secret”. Qualcuno si sarà detto questo ci chiede i documenti e poi li rende pubblici criticando il nostro operato. E sì, l’abbiamo fatta grossa! Dopo aver pubblicato, nel 2009, uno dei verbali delle innumerevoli conferenze di servizio sul Sin(Sito di bonifica di interesse nazionale) di Tito scalo, pochi giorni fa abbiamo dato in pasto alla stampa e pubblicato sui nostri siti una determina dirigenziale con la quale la Provincia di Potenza autorizza la prosecuzione all’esercizio dell’inceneritore della Edf nelle more del rilascio da parte della Regione dell’Autorizzazione integrata ambientale. Tra i Consiglieri regionali, deputati e senatori lucani, non si contano coloro che provengono dalle fila della burocrazia regionale. Anche l’ex direttore dell’Arpab Vincenzo Sigillito è stato un funzionario regionale(dirigente del Dipartimento Ambiente) e dopo il brillante cursus onoris nei ranghi dell’Agenzia è tornato in Regione con un incarico di tutto rispetto. Un premio, se non alla memoria di certo alla carriera. Sto facendo anticamera fuori alla porta del dott. Lambiase e percepisco l’odore acre del potere, quello vero.Immaginate di essere un cittadino che abbia deciso di dare un’occhiata alle Autorizzazioni integrate ambientali rilasciate dalla Regione. Immaginate di trovarvi, dopo un’estenuate ricerca su Basilicatanet, con un pugno di mosche in mano. Eppure, dopo tre anni di iniziativa politica radicale, pochi mesi fa la Regione Basilicata ha approvato una delibera denominata “Anagrafe pubblica delle attività degli eletti.”Ma torniamo a noi e alla vana ricerca sul sito Basilicatanet della delibera di Giunta con la quale nel 2008 la Regione ha concesso l’Autorizzazione integrata ambientale alla Barilla Spa.Dopo aver puntato sull’on-line, decido di inviare una richiesta a mezzo posta elettronica indirizzata al direttore generale del Dipartimento ambiente e all’ufficio competente in materia di AIA.Risultato: nessuna risposta, nemmeno di cortesia. E arriviamo, dunque, a questa mattina e alla mia incursione negli uffici del Cremlino di via Anzio. Ho detto Cremlino? Sbagliato, forse sarebbe più corretto dire che, a volte, in materia di informazioni ambientali il Dip. Ambiente della Regione assomiglia ad una succursale del Kgb.Dicevamo: entro nell’ufficio di Lambiase e ad un certo punto si comincia a parlare di PEC. Il simpatico dirigente, prima di dirmi che sono solo un demagogo, afferma: “Come Regione abbiamo la posta, ma il sistema non è strutturato”. Tradotto: l’indirizzo di posta certificata c’è, ma non è utilizzabile perché non è “strutturato” il sistema.“Mamma Regione”, per usare le parole del dottor Lambiase, non ha provveduto. Concludendo, toccherà inviare una raccomandata o un fax ai sensi del DPR 445/2000, art. 43 comma 6.Citeremo, come al solito, tutte le leggi in materia trasparenza e accesso agli atti, e incroceremo le dita sperando che ci rispondano entro i fatidici 30 giorni non frapponendo ulteriori ostacoli.Noi demagoghi, che crediamo nel diritto a conoscere per deliberare, siamo fatti così: abbiamo la testa dura. La speranza è l’ultima a morire e noi ci auguriamo che “mamma regione”, prima o poi, la smetta di percepirci come degli intrusi e capisca l’importanza di facilitare l’accesso alle informazioni in materia ambientale.Nella prossima puntata ci occuperemo dei dati ambientali presenti sul sito del Ministero dell’Ambiente. Anche lì, non ce ne voglia la Prestigiacomo, siamo messi davvero male. ApprofondimentiChe cos'è questa Pec - Guarda il video su Fai Notizia :-)P.S.La nostra battaglia deve essere finalizzata ad ottenere che gli Enti pubblici rispettino la Convenzione di Aarhus pubblicando sui loro siti tutte le informazioni in materia ambientale. una battaglia in linea con la storia radicale...CONOSCERE PER DELIBERARE!E a proposito di Convenzione di Aarhusart. 5 comma c “In caso di minaccia imminente per la salute umana o per l’ambiente, imputabile ad attività umane o dovuta a cause naturali siano diffuse immediatamente e senza indugio tutte le informazioni in possesso delle autorità pubbliche che consentano a chiunque possa esserne colpito di adottare le misure atte a prevenire o limitare i danni derivanti da tale minaccia”.
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Mosca, Perduca: la solidarietà europea non condoni leggi speciali né dimentichi i conflitti caucasici
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Villa Maraini, comunità di aiuto e sostegno ai tossicodipendenti e detenuti di Roma, in gravi difficoltà
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Albania: Pannella e Mecacci da domani a Tirana per incontri urgenti su crisi politica
Dalla giornata di domani, martedì 25 gennaio, il leader radicale Marco Pannella e il deputato Matteo Mecacci, Relatore dell'Assemblea Parlamentare dell'Osce su Democrazia e Diritti Umani, saranno nella capitale Albanese di Tirana per una serie di incontri con gli esponenti politici protagonisti dell'attuale e drammatica crisi politica di quel paese.
Questa iniziativa fa seguito a una precedente visita di Marco Pannella avvenuta lo scorso maggio, quando Pannella si reco' ad incontrare i militanti e i parlamentari albanesi che erano impegnati in un lungo sciopero della fame dopo il contestato risultato elettorale delle ultime elezioni parlamentari.Tra gli incontri previsti vi sono, fra gli altri, quelli con l'ex primo ministro PandeliMaiko ed ErmelindaMeksi deputata, entrambi iscritti al partito radicale, con il leader dell'opposizione Edi Rama e con il capo missione dell'Osce in Albania. Una richiesta di incontro e' stata fatta anche all'attuale Primo Ministro Albanese Sali Berisha.© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Teramo/Teatro Romano: Zamparutti su dichiarazioni sindaco Brucchi
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Eutanasia: Radicali dal 25 gennaio spot per legalizzazione in onda su RTV 38
La legge Calabrò nega qualsiasi tipo di autoderminazione individuale contro il dettato costituzionale, lo spot che l'Associazione Coscioni ha importato in Italia pone il problema esistenziale di come, ancora capaci di intendere e volere, poter eventualmente decidere una morte opportuna. Piuttosto che una legge liberticida e anti-costituzionale come quella Calabrò meglio nessuna legge. Per prosegure la messa in onda dello spot, l'Associazione Coscioni ha lanciato una campagna straordinaria di autofinanziamento al sito www.lucacoscioni.it"
Dichiarazione dei Senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti e di Giulia Simi, vice-segretario dell'Associazione Luca Coscioni
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Cato Institute: per Saddam Hussein 1 miliardo di dollari per lasciare l’Iraq
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
L'Unibas, l'Eni, il petrolio e il doppio binario.
Ho provato in queste settimane a descrivere il contesto che va materializzandosi in terra di Basilicata dopo la forte denuncia radicale sui veleni industriali e politici. Siamo di fronte ad una tattica consolidata, che consiste nel moltiplicare le voci, fare "ammuina", per seppellire la verità. Il doppio binario, le doppie e triple verità diventano la regola e lo strumento propedeutico per delegittimare e gettare discredito su chi ha voluto descrivere un frammento di quella peste italiana che va sotto il nome di "Caso Basilicata".
Ringrazio la Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna, che ha saputo e voluto cogliere quella che il sig. Saviano chiamerebbe "la macchina del fango". Peccato che lo stesso Saviano non abbia speso una parola su tutto ciò che pure gli è stato segnalato attraverso l'invio del dossier "La Basilicata avvelenata dalla malapolitica". Comprendo, i sistemi che si usano in Lucania per demolire e occultare la verità sono assai più sosfisticati di quelli di cui parla lo scrittore campano. E i poteri che inquinano e corrompono questa terra non sono i clan con la coppola e la lupara.Di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Radicali Italiani Sabino Bufo e la coerenzadi Maria Rita D'OrsognaMi vengono inviati due filmati di Sabino Bufo, un professore ordinario di chimica agraria presso l'universita' di Potenza. Il primo e' in relazione ad un convegno svoltosi a Potenza in data 15 Gennaio 2011 e sponsorizzato dall'Universita' dalla Basilicata, l'altro in merito alla sua apparizione al TG3 lucano per commentare lo stesso convegno.Il tema del suo intervento era "la complessita della composizione del petrolio" e dell'impatto che questo materiale ha sull'ambiente, e sulla salute dell'uomo.
Ci si riferisce alla presenza di zolfo che e' dannoso alla salute dell'uomo, "come riferito dalla professoressa Albina Colella".
In realta' quelle slide della professoressa Colella erano tutte mie (pari pari - stendiamo un velo pietoso) per cui mi sento chiamata direttamente in causa.
Il prof. Bufo fa una lunga disquizione, e parla di tumori in relazione a mutagenesi e teragenesi e tumori. Deve ammettere anche lui che ci sono effetti tossici negli organismi acquatici e nella catena alimentare, che i dervati del petrolio sono "potenzialmente tossici" e che con la lavorazione e l'arrivo in superficie del petrolio possono crearsi sostanze ancora piu pericolose di quelle che erano sottoterra.
Conclude dicendo, riferendosi al petrolio, che:
con l'impatto in ambiente e quindi con l'azione del sole e dell'aria si formano sostanze tossiche per le quali bisogna prendere precauzioni molto piu' importanti
Interessante pero' che poi va al telegiornale a dire che
non sappiamo nulla di quello che e' l' impatto delle perforazioni petrolifere sulla qualita' della vita in generale.
Il convegno lo sentono in 100, il tg tutta la Basilicata.
Nella mia opinione, il messaggio che passa al popolo e' che il professore ha detto che non si sa, per cui andiamo avanti.
Dal curriculum pubblico di questo Bufo viene fuori che e' stato un impiegato dell'ENI, negli anni '80. Cosi dice il suo CV:
Researcher at ASSORENI and ENIRICERCHE, the Association among Companies of ENI Industrial Group (National Petroleum Company - Holding) for Research Development and Planning (1982-1984).
Interessante e' che adesso sia parte del dipartimento di agricoltura, foreste e dell'ambiente, e che sia un esperto di soil remediation, cioe' come ripulire il territorio dall'inquinamento.
La mia domanda e': dov'era il professor Bufo 20 anni fa a parlare di effetti teragenesi, di tumori e di mutagenesi ai suoi concittadini?
Dov'era lui a fare le battaglie per la sua gente? O almeno a spiegare queste cose al popolo lucano? Dove erano lui e tutti questi altri professori lucani PRIMA?
Perche' Bufo e gli altri dell'Universita' della Basilicata non hanno fatto la loro parte per EVITARE che la Basilicata diventasse un campo petrolifero? Perche' non fanno la loro parte ADESSO per evitare la proliferazione di altri centri oli, di altri pozzi?
Perche' non dicono una parola sulla stampa a favore di Bolognetti?
Perche' non dicono niente sulla stampa del responsabile di tutto cio' - l'ENI?
Ad esempio, non mi risulta che l'Università della Basilicata abbia preso posizioni pubbliche sulla questione del pozzo di petrolio dietro l'ospedale che l'ENI voleva costruire a Marsicovetere, o sull'inquinamento della diga del Petrusillo, o sulla sorgente dell'Acqua di Calvello.
E non mi venissero a dire che "non si sapeva" o che "non ci si puo' mettere contro l'ENI".
Si sa tutto. Si puo' tutto. Basta volerlo e dedicarcisi anima e corpo, senza paura.
E' troppo facile cosi, e come dico sempre, uno che sta all'universita' ha il dovere morale di fare le cose buone per la comunita' in cui vive, come ce l'hanno i medici, i preti. Come in realta' ce l'hanno tutti.
Un'abbraccio a tutti quelli della OLA, gli unici che invece la coerenza ce l'hanno da vendere.
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Cappato: lo scalpo di Minetti per coprire i crimini commessi in nome di Formigoni. Ne parlerà Bagnasco?
Dichiarazione di Marco Cappato, Lista Bonino-Pannella
Soltanto la complicità dell'opposizione ufficiale politica ed editoriale può consentire a Roberto Formigoni di recitare la parte del finto addolorato, di fronte al quadro da lui definito “poco edificante” che circonda quel Presidente del Consiglio al quale vorrebbe fare le scarpe.
In decine di interviste sulla stampa nazionale e comparsate in tutte le principali trasmissioni televisive delle ultime settimane non si è trovato alcuno -giornalista, politico, autorevole opininista, alto prelato o intellettuale indignato, e persino comico, con l'eccezione di Corrado Guzzanti- che abbia chiesto conto in modo preciso a Roberto Formigoni non solo della massiccia falsificazione delle firme, ma anche delle manovre e delle bugie raccontate per coprire la verità: i servigi dei faccendieri della P3 per contattare i giudici, le accuse a noi Radicali di aver manomesso i suoi moduli, fino alla finta richiesta (della quale più nulla si è saputo) rivolta ai “suoi” Pdl e Lega di accertare la verità sulle liste.
Non so se la Consigliera Minetti abbia commesso dei reati. La Procura di quel Bruti Liberati che chiese l'archiviazione sulle firme sta lavorando. Lasciate lavorare i giudici, dice Formigoni (su Minetti, non sulle firme, dove invece parlò di macchinazione e complotto). La cosa meno “edificante”, per dirla alla Firmigoni, di tutta la vicenda è che lo scalpo di Nicole Minetti -invocato a furor di popolo “democratico”, dipietrista e persino “giovane pidiellino per bene”- possa servire non solo ad accelerare la caduta di Belusconi, ma soprattutto a purificare casti mandanti ed esecutori pasticcioni di attentati ai diritti civili e politici compiuti sotto il segno, il simbolo e la Lista di Roberto Formigoni. C'è da scomemttere che il Cardinale Bagnasco, nella sua già importante “prolusione” di domani, tra i vari comandamenti della moralità politica non troverà spazio il “non falsificare la firma d'altri”.
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Pannella su dichiarazioni di Aurelio Mancuso in merito all'affabulazione retrò, pre-loft, di Walter Veltrusconi
Le osservazioni del Presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, sono puntuali, ragionevoli e assolutamente tempestive per quel che riguarda l’affabulazione retrò, pre-loft, di Walter Veltrusconi. Davvero è utile che venga conosciuta e valutata dai più.
Marco Pannella.
Segue l'agenzia che riporta le osservazioni di Mancuso:
PD: MANCUSO (EQUALITY ITALIA), SU DIRITTI CIVILI DA VELTRONI PAROLE ANTICHE
Roma, 22 gen. 2011
(Adnkronos) - "Il nostro interesse rispetto a quello che oggi Valter Veltroni avrebbe detto a Lingotto era sincero, speranzosi che finalmente sarebbe riuscito a dare un suo nuovo contributo al confronto politico in previsione delle prossime scadenze elettorali. Dobbiamo purtroppo registrare che sul tema dei diritti civili abbiamo ascoltato parole antiche, analisi fuori contesto, letture sociali ancorate a visioni non attinenti alla realta'. Ancora una volta i diritti civili sono stati trattati come una questione a se' stante, avulsa dai diritti sociali". Replica cosi' al discorso del Lingotto, Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, lobby trasversale sui diritti civili, che ieri aveva invitato Veltroni ad aprire sui diritti civili. "Nel merito - aggiunge Mancuso - nessuna proposta e' stata enunciata su temi come l'articolazione plurale delle forme familiari, sul fine vita, sulle disabilita', sulle nuove frontiere della ricerca scientifica. Confuse e vicine alle posizioni clericali sono state le posizioni sulla famiglia, sui diritti e i doveri, sulle solitudini. Magari Veltroni avesse attinto alle tradizioni delle sinistre del '900, purtroppo con il Lingotto 2 la sua idea di Pd e' piu' vicina a idee confessionali ottocentesche, fino ad arrivare ad annunciare la sua adesione alle proposte del Forum delle Famiglie (cattoliche) sull'ampliamento dell'area della no tax. Le aspettative sono state ampiamente deluse e questo non aiuta il percorso di cambiamento della vita concreta di milioni di persone. Sarkozy, la Merkel sui diritti civili - conlcude Mancuso - sono assai piu' avanti di Veltroni".
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Cappato: le firme contro Berlusconi sono una berlusconata
Rivolgersi direttamente al popolo per saltare i passaggi istituzionali che non si riescono ad affrontare; individuare il nemico esterno da abbattere per eludere la necessità di costruire riforme capaci di raccogliere consenso interno al proprio campo e tra la gente: se queste sono due delle caratteristiche fondamentali del Berlusconismo -e lo sono, attraverso l'uso eversivo delle televisioni e lo spauracchio del nemico comunista- bisogna dire a Luigi Bersani che la sua iniziativa di mobilitare il popolo raccogliendo firme contro Berlusconi non è altro che una “Berlusconata”..
E' una “Berlusconata” con un'aggravante, per Bersani. Infatti, mentre Berlusconi sa approfittare direttamente dei suoi colpi di demagogia, Bersani, in assenza di una proposta politica chiara da porre sul tavolo delle riforme approfittando della debolezza di Berlusconi, fa solo il gioco di chi una proposta ce l'ha, in particolare della controriforma proporzionalistica e clericale portata avanti da Casini o del progetto localista della Lega.
Dichiarazione di Marco Cappato, Lista Bonino-Pannella, Segretario dell'Assocaizione Luca Coscioni
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Roma-Latina: la giunta non informò il Cipe dell’esistenza degli arbitrati
Dichiarazione del Consigliere Giuseppe Rossodivita, Capogruppo della Lista Bonino Pannella Federalisti Europei
Sulla vicenda della Roma-Latina non finiscono di emergere particolari a dir poco sorprendenti.Solo oggi è pervenuta da parte dell’Assessore Malcotti una risposta alla mia interrogazione n. 225 del 10/11/2010, con la quale riferisce di non sapere se il CIPE fosse informato, o meno, dell’esistenza dei noti arbitrati richiesti alla Regione Lazio dai soci privati di ARCEA, Consorzio 2050 e Società Autostrade per l’Italia.Sorprende che l’Assessore Malcotti e la Presidente Polverini, che hanno rivendicato il recente sblocco dei fondi da parte del CIPE come un risultato frutto della propria attività di interlocuzione con il CIPE, non abbiano sentito l’esigenza di informare il CIPE stesso dell’esistenza dei menzionati arbitrati. Ricordo che il CIPE, ritenendo che i fondi fossero destinati alla realizzazione della Roma-Latina, in data 18/11/2010 ha sbloccato 468 milioni di euro e che gli arbitrati di cui la Giunta non ha informato il CIPE, hanno ad oggetto richieste risarcitorie che complessivamente sfiorano la cifra di 900 milioni di euro.© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Pena di morte, Nessuno tocchi Caino: ottima decisione di Hospira di stoppare produzione Pentotal per iniezione letale
La decisione della casa farmaceutica Hospira di non produrre più il Pentotal, potenzialmente utilizzabile per praticare l'iniezione letale, raccoglie il plauso di Nessuno tocchi Caino, l'Associazione Radicale che si era mobilitata per impedire che il farmaco prodotto in Italia giungesse nei penitenziari americani.
Ottima decisione, che va oltre le nostre aspettative," ha dichiarato Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. "Anche perché - afferma D'Elia - sarebbe stato per noi sufficiente che l'azienda si impegnasse a specificare nei contratti di compravendita che il prodotto è consentito solo per scopi medici e a vigilare che il Pentotal made in Italy non finisse per vie traverse nei penitenziari". In tal senso si era mossa la Camera dei Deputati, approvando a dicembre una mozione presentata dalla Deputata Radicale Elisabetta Zamparutti, e anche il Governo italiano che, in particolare con il Ministro Franco Frattini, aveva sposato la causa di Nessuno tocchi Caino, della Comunità di Sant'Egidio e dell'associazione umanitaria britannica Reprieve. "Riconosciamo alla Hospira - prosegue D'Elia - di aver scelto una soluzione più radicale, sicura e in linea con l'impegno italiano a porre fine nel mondo all'assurda e arcaica pratica della pena di morte." "Questa decisione - conclude il Segretario di Nessuno tocchi Caino - può significare ora una non breve moratoria di fatto delle esecuzioni in molti Stati della federazione americana, dove da mesi il boia risulta disoccupato proprio a causa della penuria del farmaco previsto per l'iniezione letale.© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Staderini a Bersani, firme si ma per L’Aquila e referendum riformatori
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Fenice, la polemica si infiamma. Zamparutti interroga Il Ministro del Lavoro e dell'Ambiente.
L'Assessore Macchia si difende. Bolognetti: L'inquinamento non è iniziato nel marzo del 2009, ma nel dicembre 2007. (da Nuova del Sud, 21 gennaio 2007)
Approfondimenti
Interrogazione di Elisabetta Zamparutti
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro della Salute Premesso che: in merito a quanto segnalato da ultimo nell’interrogazione 4-10141 sul fatto che l’inceneritore Fenice ha operato ed opera nonostante fossero emersi livelli preoccupanti di mercurio si fa presente che con determina dirigenziale n° 3065 del 14 ottobre 2010, la Provincia di Potenza ha rinnovato all’inceneritore Fenice, l’autorizzazione all’esercizio;a pagina 21 della sopracitata determina si legge che la durata del rinnovo all’esercizio “è fissata in 10 anni, a decorrere dal 19 ottobre 2010 e comunque fino al rilascio dell’AIA da parte della Regione Basilicata”; a pagina 20 si parla di una nota Arpab datata 7 ottobre 2010, con la quale l’agenzia per la protezione ambientale esprime parere favorevole “al rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio dell’inceneritore” nonostante l’Arpab a tutto settembre 2010 avesse segnalato nell’area dell’inceneritore un inquinamento da nickel nei pozzi 5-6-7-8-9 anche 18 volte superiore ai limiti previsti dalla legge e una presenza di trielina fuori norma nel pozzo 1;inquietante è poi quanto si legge a pagina 6, dove si riferisce che il 23 settembre 2010, Fenice Spa, “a causa della fermata della sezione inertizzazione, allocata presso l’impianto, per interventi manutentivi di tipo strutturale e a causa delle difficoltà sopraggiunte per la reperibilità di ricambistica sul mercato nazionale”, ha chiesto una proroga per il conferimento delle ceneri volanti aventi codice Cer 190113 presso centri autorizzati a svolgere il processo di inertizzazione;nel caso in cui la Regione non emanasse l’Aia, si pone a giudizio degli interroganti il dubbio interpretativo sulla possibile validità dell’autorizzazione per 10 anni, che si trasformerebbe così di fatto da autorizzazione provvisoria ad autorizzazione permanente; si chiede di sapere se la decisione della Provincia di Potenza e del Dipartimento ambiente della Regione di concedere un’autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’impianto non rischi di compromettere ulteriormente ambiente e salute; se vi siano precedenti sul piano nazionale analoghi a quanto deciso dalla Provincia di Potenza in merito al rilascio di un’autorizzazione provvisoria all’esercizio in assenza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e se vi sia un fondamento normativo all’autorizzazione provvisoria.
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Diritti lgbte, allarme Ungheria! Certi diritti e molte altre associazioni europee, chiedono la revisione della proposta di riforma della costituzione ungherese e della legge sui media.
© 2011 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati
Radio Radicale
- Manifestazione degli studenti contro il ddl Gelmini
- Commissione parlamentare di inchiesta concernente il «dossier Mitrokhin» e l'attività d'intelligence italiana (scheda in lavorazione - 30)
- Speciale Commissioni
- Rassegna di Geopolitica. L' accordo sulle frontiere tra Cina e Tajikistan
- Dibattito sull' ultimo numero della rivista Aspenia "America 2011. Obama dopo Obama"
